Ramazzotti, le donne scomode non piacciono mai

L'attrice protagonista nella vera storia di 'Elena del ghetto'

(ANSA) - ROMA, 22 GEN - Una persona "che ho cercato di restituire con tutta la sua forza e ribellione. Era anche scomoda. Ho lavorato sul fatto che non avesse in sé' odio, sul suo non essere indifferente alle sofferenze degli altri. Quando vedeva un'ingiustizia agiva subito, senza pensarci, per difendere i più deboli e ovviamente ne pagava di persona il prezzo". Così Micaela Ramazzotti ha costruito il suo ritratto della protagonista di Elena del Ghetto, l'opera prima di Stefano Casertano, che dopo il debutto all'ultima Festa del Cinema di Roma, arriva in sala il 29 gennaio con Adler Entertainment, con proiezioni anticipate il 26 per le scuole, in presenza a Roma e collegate in streaming in tutta Italia, e il 27, Giorno della Memoria con una proiezione alla Camera dei deputati. Il film racconta la vera storia di Elena di Porto, una donna coraggiosa indipendente, battagliera, anche nell'opporsi fisicamente ai fascisti, moderna di decenni rispetto ai tempi che viveva, tanto anticonformista da essere chiamata la 'matta di Piazza Giudia'; un marchio che impedì venisse presa sul serio quando, dopo aver scoperto in anticipo i piani del rastrellamento degli ebrei del ghetto di Roma, avvenuto il 16 ottobre 1943, tentò invano di avvisare tutti. Il film, prodotto da Titanus, Masi Film con Rai Cinema, M74, Sound Art 23, è ambientato tra il 1938 e il 1943, ed ha nel cast anche Valerio Aprea nel ruolo di Vitale, il fratello di Elena, Giulia Bevilacqua nella parte della cognata Costanza, che ammira l'indipendenza di Elena, Caterina De Angelis, Marcello Maietta, Giovanni Calcagno, Gabriele Cirilli. Ermal Meta firma il il brano originale "Ti verranno a chiedere di me". Elena (vittima anche lei della Shoah) "non era abitata dalla paura, aveva una visione lucida di ciò che accadeva e affrontava tutto con irriverenza e ironia. Quando ebbe la soffiata sul rastrellamento ha urlato a tutto il ghetto ma nessuno le ha creduto. Per lei il ghetto era tutto, e quando ha visto che nessuno gli veniva dietro ha deciso, dopo aver messo in salvo i suoi figli, di farsi prendere e andare anche lei con gli altri". Era "fuori dagli schemi, una persona magica per tutta l'umanità: le donne come lei sono reputate matte, gli uomini no". Anche oggi si tende a isolare le donne scomode? "La scomodità non piace a nessuno - risponde l'attrice -. Si è molto indifferenti verso chi ha una visione diversa della vita. Oggi dovremmo impegnarci tutti a non alimentare l'odio, e per questo, serve la tenerezza che va coltivata ma io non la riesco più a intercettare fra le persone". (ANSA).

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