Studio, tempo 'sospeso', depressione 'scollega' emozioni da nostro orologio interno

Pubblicata ricerca Università di Pisa e di Padova

(ANSA) - PISA, 13 MAG - Per chi soffre di depressione le ore sembrano spesso non passare mai. È un fenomeno noto ai clinici come "dilatazione temporale depressiva", una sensazione soggettiva di rallentamento del flusso del tempo. Tuttavia, nonostante le testimonianze dei pazienti, la scienza ha faticato finora a trovare prove univoche e meccanismi biologici certi. Uno studio, dal titolo "Emotional blunting and time estimation in depression", pubblicato su "Biological psychiatry global open Science" dal team di ricerca in bioingegneria dell'Università di Pisa e in psicologia dell'Università di Padova ha correlato la percezione soggettiva del tempo e degli stati d'animo a meccanismi neurali legati alle dinamiche corporee, in particolare all'attività cerebrale e cardiaca. Condotta su 120 studenti universitari (60 partecipanti con sintomi depressivi e 60 soggetti sani facenti parte del gruppo di controllo), si spiega in una nota, la ricerca rivela come la mente depressa elabori il tempo in modo radicalmente diverso. I ricercatori hanno monitorato l'attività cerebrale dei partecipanti tramite elettroencefalogramma (Eeg) ad alta densità mentre venivano sottoposti a un compito specifico, chiedendo loro di stimare la durata di un intervallo di tempo trascorso dopo la visione di video dal contenuto emotivo neutro o triste, e poi combinando elettroencefalogramma ed elettrocardiogramma (Ecg). Al termine del video compariva sullo schermo un segnale visivo, dopo un certo lasso di tempo veniva chiesto alla persona di stimare la durata intercorsa tra il segnale visivo e il momento presente. I dati emersi segnano una linea di demarcazione netta tra i soggetti sani e quelli con sintomi depressivi. Nei soggetti sani le emozioni funzionano da "modulatore", mentre la visione di video tristi altera la percezione del tempo come se si trovassero in un corto circuito emotivo. In questi individui, è emersa una correlazione significativa tra la percezione temporale e le onde beta del cervello, segno che il processo è diventato più puramente cognitivo o "meccanico", perdendo quella flessibilità emotiva tipica di chi sta bene e, quindi, che emozioni non influenzano più la stima del tempo. (ANSA).

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