Trovata in casa agonizzante, al compagno contestata anche violenza sessuale

Sei mesi fa l'uomo fermato per lesioni, non escluso l'abuso di gruppo

(ANSA) - TORINO, 11 APR - Si è aggravata la posizione dell'operaio di 59 anni accusato di aver picchiato con brutalità una barista ventiquattrenne, trovata agonizzante in un appartamento nell'ottobre scorso a Trana, nel Torinese: oltre alle lesioni gravissime, la procura di Torino ora gli contesta anche la violenza sessuale. Lo riporta l'edizione locale del quotidiano La Repubblica. L'uomo aveva parlato di un rapporto consensuale seguito da un'improvvisa e inspiegabile perdita di sensi della giovane, ma le perizie medico legali e i filmati delle telecamere di sorveglianza, lo mostrerebbero agire con violenza già all'ingresso dell'abitazione. L'operaio ha sempre dichiarato di avere un legame sentimentale con la giovane, che però ha negato questa circostanza, ribadendo che c'era solo un rapporto di conoscenza. Dopo essere uscita dal coma, la ventiquattrenne ha iniziato a ricordare, riferendo che nella stanza c'erano anche un secondo uomo e una donna. "Mi volevano uccidere", avrebbe detto. Le perizie hanno riscontrato tracce biologiche riconducibili a più persone. Ma vanno collocate nel lasso di tempo in cui si sarebbe consumata la violenza. Quelle persone, poi, sarebbero scomparse prima dell'arrivo dell'ambulanza, chiamata dall'unico indagato, che era stato poi arrestato. Gli inquirenti non escludono che la serata possa essere degenerata velocemente in un abuso collettivo, forse agevolato dall'assunzione di sostanze che hanno annullato le capacità di difesa della giovane, già in condizioni di fragilità con dipendenza da stupefacenti. Tutto però è ancora da vagliare. L'avvocato dell'indagato ha chiesto l'incidente probatorio: la giovane dovrà ripercorrere quanto accaduto davanti a un giudice. (ANSA).

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