Truffa sulle protesi acustiche tra Catanzaro e Lamezia, sequestrate tre aziende

Nell'indagine della Guardia di finanza coinvolti medici dell'Ospedale Pugliese

(ANSA) - CATANZARO, 20 MAR - Una presunta frode a carico del Servizio sanitario nazionale riguardante la fornitura di protesi acustiche. E' quanto emergerebbe da una indagine della Guardia di finanza di Lamezia Terme, coordinata e diretta dalla locale Procura, che ha portato al sequestro preventivo d'urgenza delle strutture aziendali e operative di tre società. Dieci i soggetti coinvolti, a vario titolo, nelle indagini delle Fiamme gialle. I reati ipotizzati, anche in forma organizzata, sono falso in atto pubblico e truffa aggravata ai danni dell'Azienda sanitaria. Il provvedimento - spiegano gli inquirenti - è stato adottato per interrompere il "sistema di complicità" che i gestori delle ditte coinvolte avrebbero messo in piedi con tre dirigenti medici in servizio presso la Struttura operativa complessa di Otorinolaringoiatria e Patologia cervicofacciale dell'Ospedale Pugliese - Ciaccio di Catanzaro, ora Azienda universitaria-ospedaliera Renato Dulbecco, e fino all'ottobre del 2024 anche con un dirigente medico del Distretto sanitario di Lamezia Terme. L'ipotesi degli inquirenti è che i dirigenti medici di Catanzaro abbiano "direttamente falsificato la documentazione medica: impegnative per visite o esami specialistici, esame audiometrico, prescrizione di protesi e collaudo delle protesi, atti necessari per ottenere la fornitura degli ausili protesici a carico dell'Asp di Catanzaro, o abbiano consentito ai gestori delle ditte coinvolte di poterla formare a loro nome. In relazione alle 2.900 pratiche attenzionate non vi è traccia dell'accesso presso detta struttura dei relativi intestatari: prenotazione e regolarizzazione al Cup, e si è rilevato come, anche quando gli intestatari sono stati condotti in gruppo presso la struttura, non risulti traccia di tali accessi". Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti gli indagati "avrebbero stilato documentazione medica facendo falsamente risultare che determinati soggetti, talora del tutto ignari o non necessitanti di ausili protesici e/o per esigenze di riconoscimento o aggravamento della invalidità civile, fossero stati sottoposti a visita otorinolaringoiatra e ad esame audiometrico. Risulterebbe falsa anche la documentazione attestante l'avvenuto collaudo delle protesi acustiche fornite dalle ditte coinvolte". (ANSA).

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova