Morto Gianfranco Mossetto, assessore alla Cultura con Cacciari e pioniere dell’economia dell’arte
Si è spento a 82 anni l'economista e docente Ca' Foscari che negli anni Novanta guidò la cultura veneziana verso la valorizzazione economica. Fu anche presidente dell'Udinese e di Est Capital. Funerali mercoledì a Cannaregio

Una grinta straordinaria. Che gli aveva fatto affrontare con coraggio una malattia devastante. Alla fine si è arreso. Gianfranco Mossetto, imprenditore e docente, assessore comunale alla Cultura negli anni Novanta con la prima giunta Cacciari, è morto all’età di 82 anni, assistito fino alla fine dalla moglie Mimma. Da qualche giorno si era sentito male, aveva anche dovuto rinunciare al suo giro mattutino.
La carriera
Mossetto era molto conosciuto in città. Classe 1944, coetaneo del sindaco Cacciari con cui aveva festeggiato un compleanno insieme al Nicelli, al Lido, il professore insegnava a Ca’ Foscari Economia delle Finanze. Era stato il primo ad avviare in Italia l’insegnamento di Economia della Cultura, e a fondare nel 1991 il Centro internazionale di Economia dell’Arte, sempre a Ca’ Foscari. Anche per questo era stato chiamato come esterno a fare l’assessore alla Cultura e al Turismo nella prima giunta guidata da Massimo Cacciari, negli anni Novanta. Una spinta importante per la cultura e i musei veneziani in direzione della loro valorizzazione economica. Mossetto era tra i più ascoltati uomini di governo locale, viaggiava molto e intesseva relazioni con la grande finanza.
Le imprese
Poi qualche anno dopo era diventato presidente della società di calcio Udinese, che lo ha ricordato con affetto in queste ore. Sotto al sua guida la squadra aveva ottenuto risultati importanti.
Aveva anche intrapreso la strada degli investimenti, diventando a un certo punto presidente di Est Capital, la società immobiliare che aveva progetti per l’Ospedale al Mare, il Lido, con la grande darsena da mille posti a San Nicolò.
Azionisti erano le società del Mose, allora dominanti, a cominciare da Mantovani e Condotte. Anni di progetti e di polemiche, alla fine non se n’era fatto nulla, anche perché la grande politica si era sfilata. E lo scandalo Mose aveva messo in difficoltà le società che dovevano finanziare l’opera.
Mossetto aveva continuato a lavorare fino a qualche anno fa, quando era insorta la sua malattia invalidante. Si era stabilito a Venezia, in Strada Nuova, dove tutti lo conoscevano e lo incontravano la mattina accompagnato dalla moglie. Noj voleva rinunciare al sole e all’aria aperta, lo ricorda la signora con commozione.
I funerali di Gianfranco Mossetto si terranno mercoledì alle 14 nella chiesa di Santi Apostoli a Cannaregio.
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