A Report l’affare eolico in Veneto: «L’incontro a Verona con Messina Denaro»

Al centro del servizio c’è la testimonianza esclusiva del collaboratore Domenico Mercurio, nipote di quello che viene indicato come il capo bastone della’ ndrangheta veronese. Un racconto che attraversa politica, affari ed energie rinnovabili nel territorio scaligero

Un frame tratto da un video dei Carabinieri che mostra Matteo Messina Denaro mentre entra nella clinica privata palermitana La Maddalena, 17 gennaio 2023. NPK ANSA / Carabinieri +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE: NO ARCHIVING: NO LICENSING +++
Un frame tratto da un video dei Carabinieri che mostra Matteo Messina Denaro mentre entra nella clinica privata palermitana La Maddalena, 17 gennaio 2023. NPK ANSA / Carabinieri +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE: NO ARCHIVING: NO LICENSING +++

Una fotografia con vista sull’Arena di Verona e il racconto di incontri, relazioni politiche e investimenti nel settore dell’eolico che attraversano il Nord Italia fino ad arrivare al nome di Matteo Messina Denaro.

È uno dei passaggi centrali della puntata di domenica sera di Report, firmata dal giornalista Walter Molino.

Al centro del servizio c’è la testimonianza esclusiva del collaboratore Domenico Mercurio, nipote di quello che viene indicato come il capo bastone della’ ndrangheta veronese. Un racconto che attraversa politica, affari ed energie rinnovabili nel territorio scaligero.

Secondo quanto riferito dal pentito, uno degli incontri chiave sarebbe avvenuto in un ristorante veronese. Con Elio Nicito — oggi presidente di Quadrante Servizi, che gestisce i servizi dell’interporto di Verona — si sarebbe presentato un uomo che Mercurio sostiene di riconoscere oggi in Matteo Messina Denaro.

Nel racconto del collaboratore, il boss avrebbe indicato una strategia precisa: puntare sul “cavallo politico giusto”, individuato nel 2006 in Flavio Tosi, per ottenere terreni, autorizzazioni e concessioni.

Successivamente sarebbe intervenuto il circuito imprenditoriale vicino a Messina Denaro per realizzare impianti eolici “chiavi in mano”.

L’inchiesta ricostruisce così la nascita a Verona della Eolo Tempio Pausania, ritenuta riconducibile a Vito Nicastri, – condannato per corruzione e intestazione fittizia di beni, assolto invece dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa – considerato dagli investigatori vicino al boss di Castelvetrano e protagonista di importanti investimenti nelle energie rinnovabili.

La società viene inserita nella più ampia Energia e Infrastrutture, con sede a Roverè Veronese.

Secondo la ricostruzione di Report, attraverso progressive acquisizioni di quote dall’interno della compagine societaria, il gruppo vicino a Nicastri ne avrebbe assunto il controllo fino al cambio di nome e alla successiva vendita, nel 2013, del pacchetto “chiavi in mano” alla multiutility veronese AGSM.

L’inchiesta di Report riporta così al centro il tema delle infiltrazioni mafiose nel settore delle energie rinnovabili e delle relazioni tra capitali criminali, politica e grandi operazioni economiche a Nordest.

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