Cariparo, Muraro riceve il sigillo della città: «Lascio una Fondazione ancora più incisiva»
Il commento dell’ex rettore del Bo e presidente della Fondazione Gilberto Muraro: «Cariparo ha avuto un ruolo di cerniera». Il plauso di Giordani: «Un grande padovano»

Centinaia di persone al San Gaetano, momenti di musica e commozione, per un cursus honorum di prestigio e notevole impatto sociale: ieri, giovedì 2 luglio, Gilberto Muraro – già rettore del Bo e presidente della Fondazione Cariparo – ha ricevuto dalle mani del sindaco Sergio Giordani il sigillo della città.
La gratitudine di Muraro
Economista, già ordinario di Scienza delle finanze a Giurisprudenza, Muraro ha ricevuto il sigillo con un misto di gratitudine e orgoglio. E ha aggiunto: «Ho la coscienza tranquilla: ho ricevuto una Fondazione in piena salute e la restituisco in piena salute, con orizzonti di incisività ancora maggiori».
La capacità di coprogettare: «Ho svolto un ruolo di cerniera tra il mondo delle istituzioni e quello del no profit. Credo sia un aspetto importante. Noi ci consideriamo protagonisti della sussidiarietà: le istituzioni favoriscono azioni di interesse generale che nascono dalla società civile, ma occorre anche saperle mettere insieme».
La governance
La Fondazione ha modificato lo statuto: «Mi sento orgoglioso del consiglio generale, che ha rinunciato a proroghe che avrebbe potuto concedersi e ha scelto di eliminare il doppio mandato per il presidente, introducendo, sull’esempio delle università, un mandato unico di sei anni». Il senso: «Credo sia giusto garantire un’equità intergenerazionale.
Aver fissato questi limiti e aver mantenuto il doppio mandato per il consiglio generale entro i dieci anni, anziché i 12 possibili, è una scelta che considero matura».
C’è chi critica i finanziamenti «sparsi» della Fondazione: «Abbiamo anche grandi investimenti che superano i 10 milioni di euro, ma sosteniamo pure interventi che vengono definiti impropriamente a pioggia. Sono sempre decisioni meditate ed è un nostro punto di forza, perché sostiene il volontariato.
Senza il Terzo settore, il mondo sarebbe più povero di generosità e servizi». La Fondazione subisce l’università? «È normale che un patrimonio così importante come l’università esprima persone disinteressate, disponibili a lavorare nei corpi intermedi».
La città e la lettura
Muraro osserva la città su una delle sfide fondamentali, a partire dal nuovo ospedale: «Facciamo i nostri migliori auguri a tutti i protagonisti, perché si tratta naturalmente di un’opera fondamentale per Padova. Tuttavia non è il nostro compito occuparcene direttamente». Che farà adesso un uomo di visione e cultura? «Mi dedicherò a delle buone letture, che mi sono mancate. Non voglio però cominciare subito a deludere chi si aspetta qualcosa da questo nuovo capitolo della mia vita, quindi vedremo quello che riuscirò a fare. Per il momento il programma è tranquillo». Vacanze? «Sono montanaro per inclinazione, la montagna è refrigerio».
Il sindaco Giordani: «Un grande padovano»
Il sindaco Giordani ha evidenziato «l’importanza del ruolo ricoperto da Gilberto Muraro negli ultimi otto anni, e soprattutto, l’amicizia, la stima e il riconoscimento per quanto ha fatto per la nostra comunità. Consegno questo sigillo della città all’ex presidente della Fondazione Cariparo, ma prima ancora a un grande padovano di cui sono onorato essere amico. Sono certo che anche adesso non saprà andare in pensione».
Il metodo Muraro: «Ascoltare tutti, decidere in autonomia, e lavorare per una società sostenibile, solidale, inclusiva e innovativa». La sua filosofia: «Non privarsi del futuro in nome del presente.
In altre parole agire in modo sostenibile guardando alla realtà che si vive, per migliorarla, renderla più giusta e inclusiva, tenendo sempre d’occhio però la necessità di risorse per il futuro, un messaggio che io credo debba essere fatto proprio da tutti quelli che si occupano a vario titolo di cosa pubblica».
Giordani ha evidenziato «l’efficace risposta all’emergenza Covid, la Fondazione Oggi e Domani per il dopo di noi e naturalmente la grande attenzione al mondo del Terzo settore e del volontariato». Ancora: «L’auditorium del conservatorio Pollini, l’istituto Selvatico, il complesso dell’ex macello di via Cornaro, la casa dell’angelo, tanti interventi sugli edifici scolastici e sportivi».
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