Maltratta la compagna: due anni
Aveva ucciso la sua ex convivente, Wilma Marchi all’epoca 50 anni, infierendo sul suo corpo con 33 coltellate dopo averla attesa davanti al cimitero di Grezzane. Era il 19 novembre 1999. Riconosciuto seminfermo di mente e condannato a 15 anni (ridotti a 12 in appello) Stefano Fattorelli, classe 1971, originario di Caprino Veronese, aveva trascorso metà di quel periodo nel carcere di Padova. Poi, tra buona condotta e indulto, la liberazione. E l’avvio di una nuova relazione con una donna ancora una volta più grande di lui, di 14 anni. Una relazione finita male tra minacce di morte, maltrattamenti e comportamenti aggressivi che, nel luglio scorso, provocarono l’arresto di quel ragazzo divenuto ormai un uomo. Ora è arrivata la condanna inflitta dal gup Lara Fortuna: 2 anni di carcere per maltrattamenti nei confronti della nuova compagna padovana che aveva cercato di aiutarlo a reinserirsi, dando tutta se stessa, un amore incondizionato e la propria casa. Nel giugno 2007 Stefano Fattorelli era stato scarcerato per effetto dei benefici senza alcuna misura di misura di sicurezza, non essendo più ritenuto pericoloso per ”remissione completa” del disturbo di personalità alla base del vizio parziale di mente. Invece Stefano Fattorelli è tornato quello di prima: violento, aggressivo, minaccioso. Ha vissuto due anni d’inferno la donna che aveva cercato di spingerlo a ricostruirsi una vita, poi aveva avviato con lui una relazione sentimentale tanto da accoglierlo nella sua abitazione, pur con un figlio minorenne. Un figlio che, come la mamma, ha vissuto anni di paura accanto a quell’uomo. Alcuni testimoni - tra loro, operatori del volontariato - hanno confermato come Fattorelli non avesse freni: «L’ammazzo come l’altra... Tre colpi e via..» aveva promesso. E ancora: «La sventro e uccido suo figlio» aveva aggiunto, dichiarandosi disposto a farsi due ergastoli “pur di vendicarsi”. Per mesi l’ex compagna era stata restìa a presentare denuncia, ben conoscendo la storia pregressa di Stefano: Wilma Marchi, infatti, aveva pagato con la vita una denuncia contro il giovane fidanzato troppo violento. E ora lei non voleva rischiare di fare la stessa fine. Tuttavia nel luglio scorso, di fronte alle sempre più pesanti prepotenze del quarantenne, non ce l’ha più fatta. E finalmente ha firmato la querela. Il perito psichiatra Ramacciotti, nominato dal giudice nel corso del rito abbreviato, ha individuato nell’imputato un disturbo di personalità di tipo border-line, individuando un’incapacità a conformarsi alle norme sociali con impulsività e irritabilità benché non tali da escludere o ridurre la capacità di intendere e di volere. Alla fine è arrivata la condanna contro la quale la difesa ha già preannunciato appello. Intanto Stefano Fattorelli è tornato di nuovo libero per decorrenza dei termini di custodia cautelare.
Cristina Genesin
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