Tutti contro "Aquas Abano", anche il Parco Colli non lo vuole

ABANO TERME. Crescono le voci contrarie al progetto di realizzazione del parco acquatico (Aquas Abano) ai piedi del colle di San Daniele. Il progetto presentato lunedì dalla Rialto Srl di Rubano, che fa capo alla famiglia Scappini, trova nel residence previsto le opposizioni del Parco Colli Euganei e dell’associazione Salviamo gli alberi. Per come è stato presentato il progetto il 14 aprile, quando ci sarà il tavolo tecnico, il Parco Colli dirà probabilmente “no”. «Ci saranno dei passaggi in Commissione tecnica» spiegano dall’ente «Dobbiamo valutare la compatibilità con il Piano ambientale. Nel progetto presentato un paio di anni fa si prendeva in considerazione una piccola area e non c’era il residence, che invece è stato disegnato in quello presentato lunedì. La presenza di una parte ricettiva e le altezze degli edifici (22 metri rispetto ai 7 delle abitazioni adiacenti) rendono difficile l’approvazione del progetto. Il piano va rivisto».
È un “no” secco quello che arriva invece dall’associazione Salviamo gli alberi: «Il progetto evidenza che si è alla presenza di un albergo composto di cinque piani fuori terra e uno interrato», spiega il presidente Paolo Merlini «Al piano interrato ci saranno un parcheggio auto di 4148.50 mq per 130 posti auto e 45 posti moto, locali spogliatoio con annessi servizi igienici per il personale, magazzini e locali tecnici. Al piano terra ecco l’ingresso con hall, piscine coperte e scoperte, locali spogliatoio con servizi igienici, sala ristorazione e relativi locali cucina. Nell’area esterna di 3300 mq i parcheggi per 105 auto e 13 moto. Al primo piano sorgeranno il reparto cure termali, il centro benessere, l’area relax e dei servizi igienici. Il secondo piano sarà ad uso ricettivo con 16 camere doppie, sala colazione e uffici amministrativi. Al terzo piano ci saranno 23 camere doppie, mentre al quarto piano le camere doppie saranno 21.
Preso atto di questo, l’associazione Salviamo gli alberi per prima cosa afferma che scelte di questo genere non possono essere portate avanti senza avere una visione generale della città termale. Questo intervento sarebbe una ferita al territorio, che già è stato fortemente aggredito con una ulteriore riduzione di terreno verde proprio in un contesto dove i problemi idraulici dovuti alla cementificazione producono, come ben sanno i cittadini, effetti disastrosi. Molti sono gli alberghi chiusi e degradati nelle nostre città termali che potrebbero essere recuperati con interventi di questo genere, senza sottrarre altro terreno libero».
È invece un sì con riserva quello di Alessio Zanon di Forza Italia: «L’idea del parco non mi dispiace, ma desta qualche perplessità la sua collocazione nella zona di San Daniele» dice «È una zona delicata sotto l’aspetto idrogeologico». Così invece Michele Ghiraldo di Ascom: «È un progetto importante che va discusso con i cittadino e le categorie economiche. In questo momento bisogna capire se questo parco è coerente con la linea che si vuole dare in futuro alla città».
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