Virus Zika, il primo test è made in Padova

A realizzarlo la multinazionale Euroimmun: lo sviluppo nella sede italiana alla Torre della ricerca

PADOVA. È finalmente disponibile il primo test sierologico al mondo per la diagnosi del virus Zika. Un notizia positiva di fronte all’allarme mondiale provocato dal sospetto che il virus sia all’origine di malformazioni tra i neonati (in particolare la microcefalia, un disturbo della crescita nel cervello dei neonati). L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha annunciato di prevedere una larga diffusione dell’agente patogeno (che fa parte della famiglia di virus in cui sono compresi quelli della febbre gialla e della dengue), soprattutto nelle Americhe dove potrebbero essere infettate tra i 3 e i 4 milioni di persone. Ma ora c’è il test diagnostico: a produrlo è la multinazionale Euroimmun con sede centrale a Lubecca (in Germania) mentre la sede italiana è a Padova al nono piano della Torre della ricerca, dove si trova l'Istituto di ricerca pediatrica gestito dalla fondazione Città della Speranza. Il test, realizzato sulla base della tecnologia Elisa, permette la determinazione degli anticorpi specifici nel sangue dei pazienti infetti e sarà utilizzato dal Fundação Oswaldo Cruz, istituto di ricerche biomediche coordinato dal Ministero della Salute brasiliano. Spiega Fabio Valenti, amministratore delegato di Euroimmun Italia: «Abbiamo risposto tempestivamente al bisogno di diagnosi di Zika virus, lavorando da diversi mesi allo sviluppo di test basati su tecnologie Elisa e a immunofluorescenza indiretta che sono stati validati con la collaborazione del Bernhard-Nocht Institut di Amburgo. I test sono disponibili per uno screening semplice e rapido e sono in grado di valutare la diffusione dell'infezione». I test sierologici di Euroimmun sono in grado di diagnosticare sia infezioni acute (i sintomi si evidenziano a partire dal quinto giorno dal contagio), sia infezioni pregresse. Al momento non è disponibile nessun vaccino contro il virus Zika, identificato per la prima volta in Uganda nel 1947 e in grado di contagiare attraverso la puntura di zanzara Aedes, nota come "zanzara tigre". Le manifestazioni cliniche della malattia sono febbre, mal di testa, rash cutanei, congiuntiviti e dolori articolari. I sintomi compaiono tra i 3 e i 12 giorni dopo la puntura della zanzara e possono durare da 2 a 7 giorni. Dall'inizio del 2015 il Brasile è stato il Paese maggiormente colpito tanto che, lo scorso ottobre, le autorità sanitarie brasiliane hanno registrato un aumento dell'incidenza di nuovi casi di microcefalia pari a venti volte. In Italia il ministero della Salute ha sconsigliato viaggi nei paesi a rischio, non solo alle donne in gravidanza, ma anche alle persone con "malattie del sistema immunitario o con gravi patologie croniche". Sempre in Italia nel 2015 erano stati segnalati (e curati) quattro casi di contagio, tutti in uomini che rientravano dal Brasile.

Cristina Genesin

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