Freddy, indagine su un giro di assegni

Il ballerino in carcere per l'omicidio di Isabella Noventa ha acquistato cinque immobili usando titoli tratti su conti correnti aperti presso diversi istituti di credito

PADOVA. Freddy Sorgato, camionista con uno stipendio non superiore ai mille e 600 euro al mese. Uno stipendio che potrebbe essere stato integrato in virtù del fatto di essere “maestro” di Shiatsu. Ma quanto può guadagnare un “massaggino” che lavora in nero? Non tanto da ristrutturarsi una villetta con un bel giardino (la casa del delitto a Noventa in via Sabbioni 11), da acquistare almeno 5 appartamenti e da “regalare” una tabaccheria alla famiglia della sua amica-complice (amante numero due) Manuela Cacco. È il sospetto degli inquirenti. Ecco perché il loro lavoro è concentrato anche sul patrimonio di Freddy, sia mobiliare (il danaro) sia immobiliare (gli alloggi di sua proprietà). Capire e ricostruire movimenti e fonte di quei soldi, potrebbe significare dare un contenuto al movente dell’omicidio di Isabella Noventa.

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Freddy Sorgato risulterebbe proprietario di cinque unità abitative compresa la casa della sorella Debora (un appartamento a Camin). Come ha perfezionato quegli acquisti il camionista reo-confesso del delitto di Isabella Noventa? Il pagamento è avvenuto tramite assegni bancari e circolari appoggiati a conti correnti aperti in alcuni istituti di credito, tra cui Mediolanum. Ora si tratta di identificare le modalità di “costituzione della provvista” spiegano gli investigatori con il linguaggio tecnico. Quando si firma un assegno è necessario che il conto corrente, cui quel titolo fa riferimento, sia “coperto” dal punto di vista finanziario, affinché il venditore possa incassare i soldi pattuiti. Da dove proveniva il danaro depositato in quei conti collegati agli assegni staccati per l’acquisto degli immobili? Disegnare i percorsi dei soldi finiti nelle casse di Freddy è l’obiettivo degli inquirenti coordinati dal pubblico ministero Giorgio Falcone. Un obiettivo cui lavora la Squadra Mobile con la collaborazione della Guardia di Finanza.

Intanto emergono altri particolari. Non è mai stata aperta un’inchiesta per stalking, dopo le sei denunce presentate tra il 2013 e il 2014 da Isabella Noventa, bersaglio di bigliettini e telefonate offensive. In procura risulta un’indagine modello 44 (a carico di ignoti) per le ipotesi di reato di diffamazione e di molestie. Nell’ambito di quell’indagine era stata interrogata in questura Manuela Cacco (coindagata per omicidio premeditato con Freddy e la sorella di quest’ultimo Debora Sorgato) come persona informata sui fatti per chiedere conto se c’entrasse qualcosa con quei messaggi. Cosa che la tabaccaia di Camponogara ha sempre negato.

Intanto venerdì il pm Falcone affiderà una consulenza tecnica all’esperto informatico Ulrico Bardani per esaminare tutto il materiale informatico (pc, file, cellulari) sequestrato nelle abitazioni e nella disponibilità dei tre indagati. Il gip Lara Fortuna, invece, ha già trasmesso all’ufficio del pm Falcone il fascicolo relativo a un’inchiesta per violazione della privacy a carico della famiglia Noventa archiviato nei giorni scorsi. Un fascicolo che comprende vari atti, tra cui un documento della questura dal quale risulta che Freddy Sorgato aveva fatto dei prestiti consistenti a Isabella, in base a quanto dichiarato dall’investigatore Riccardo Lentini, ovvero il detective assoldato dal camionista-ballerino per controllare la donna.

Infine, è stato il pm Falcone ad autorizzare la società Q8 (per la quale Freddy lavora) a recuperare le cisterne che si trovavano nella casa in via Sabbioni. Nessun giallo: erano già state setacciate da tempo per scoprire quello che, eventualmente, avrebbero potuto nascondere.

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