Mamma rapinata con la bimba in auto

CADONEGHE. Due rapine violente nello stesso giorno: lunedì mattina due malviventi hanno picchiato Gino Zaghetto, titolare della trattoria Da Gambaro, nel tentativo di rubargli il portafoglio, con il figlioletto di 9 anni dentro l'auto.
La sera si è ripresentata una scena simile a Bragni, a una donna che aveva appena agganciato la piccola di un anno al seggiolino: mentre uno la teneva immobilizzata per le braccia, l'altro rompeva il finestrino con un colpo e afferrava la borsetta. I vetri fortunatamente sono schizzati verso l'esterno e non hanno sfiorato la piccina.
«Ormai non si può stare tranquilli nemmeno davanti a casa propria», racconta il marito della donna, che è ancora piuttosto provata dalla terribile esperienza vissuta «e soprattutto dove è avvenuta l'aggressione a mia moglie, il quartiere Bragni, ultimamente sono continue le incursioni nelle case. Forse è ora di fare qualcosa e chi deve intervenire, lo faccia».

La coppia non ha idea se i malviventi fossero appostati in loro attesa o se abbiano approfittato dell'occasione: vivono a Vigodarzere e si erano ritrovati in via Franceschina, a Cadoneghe, a cena dai genitori di lui.
«Eravamo arrivati da posti diversi, ognuno con l'auto propria», spiega l'uomo, «e alle 22 siamo usciti per rincasare. Sono partito prima io, con la mia auto, mentre mia moglie si è attardata a legare la bimba al seggiolino della sua e a caricare una cesta di biancheria. Nel frattempo aveva appoggiato la sua borsetta sul sedile posteriore, accanto a nostra figlia. Cinque minuti appena ci avrà impiegato, forse neanche, e sotto le finestre di casa dei miei, in un quartiere tranquillo come Bragni, fatto per lo più di villette».
Sta di fatto che appena ha fatto il giro dell'auto per andare a sedersi al posto di guida, è cominciato l'inferno. «Un'auto si è parcheggiata dietro la sua vettura, bloccandole una possibile fuga», spiega il marito, «e un uomo le ha afferrato le braccia intimandole di stare ferma. Lei si è immobilizzata, pensando che a indispettirli avrebbe potuto scatenare una reazione violenta, quando ha sentito un colpo forte: era un complice che, vista la borsa sul sedile posteriore, non ha esitato a colpire il finestrino, mandandolo in frantumi, incurante che a pochi centimetri fosse seduta una bambina di appena un anno. Presa la borsa (che è griffata e conteneva circa 300 euro), hanno liberato mia moglie e sono scappati via di corsa. Mia madre ha sentito soltanto la partenza dell'auto, non si è accorta di nulla, anche perché è durato tutto una manciata di secondi».
Assicuratasi quindi che la bimba stesse bene, è stato difficile per la donna rincasare: temeva di averli sempre alle spalle. «I nostri vicini sono venuti a trovarci per sapere come stessimo: ci hanno raccontato che di recente i ladri erano entrati dal loro garage e, trovate le chiavi, avevano rubato loro l'auto», conclude l'uomo.
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