Il richiedente asilo (che non può essere espulso) torna a colpire gli agenti

PADOVA. Fermato dalla Polizia per un normale controllo, in Corso del Popolo, si scaglia contro gli agenti ferendoli e mandandoli in ospedale.
Torna a colpire, a Padova, Bakary Marong, 22 anni, del Gambia, in Italia come richiedente asilo. E' lo stesso che, il 31 agosto, ai Giardini dell'Arena, aveva picchiato due poliziotti al grido di Allah akbar, inneggiando all'Isis e alla strage di Barcellona. Era stato arrestato con l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, più una denuncia per istigazione al terrorismo. Il giudice aveva convalidato l'arresto, rimettendolo però in libertà e comminandogli solo il divieto di dimora in Veneto. Divieto che, evidentemente, il migrante non rispetta.
Ora, dopo la nuova aggressione di sabato scorso (stavolta senza proclami di fanatismo religioso terrorista), Bakary Marong è stato nuovamente arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni aggravate più una denuncia per violazione del divieto di dimora ib Veneto ed è in attesa della direttissima. I due agenti sono stati medicati con una prognosi di quattro giorni.
Il giovane non può essere espulso dall'Italia in quanto richiedente asilo. La sua prima richiesta è già stata respinta ma ha presentato ricorso e in attesa del verdetto qualsiasi provvedimento nei suoi confronti risulta bloccato.
Bakary Marong ha anche precedenti per spaccio di droga.
Sul caso interviene Jacopo Berti, capogruppo del Movimento Cinque Stelle in Veneto: "Marong a Padova non doveva neppure esserci, e non doveva neanche essere in Veneto perché gli era stato appioppato il divieto di dimora! Un anno fa lo avevano pescato a spacciare droga a Padova, ma oggi è ancora in giro ed è libero di mettere le mani addosso alle nostre forze dell'ordine. Eppure ci sono sentenze che parlano chiaro. Richiedenti asilo che spacciano perdono automaticamente lo status e possono essere rimandati a casa loro. Non lo dico io, lo dice il Tar della Liguria. Se vuoi venire qui, caro Bakary, devi seguire le nostre leggi. È molto semplice: per chi ha voglia di rispettare le regole, di lavorare e vivere nella legalità ci sarà sempre posto. Al contrario se ti comporti male, spacci e aggredisci qualcuno te ne torni a casa tua con la velocità di un tappo di prosecco. Le regole ci sono, basta rispettarle e farle rispettare".
Ne parla anche Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato, della Lega Nord: «La folle normativa sui richiedenti asilo va immediatamente rivista e modificata nella parte, inconcepibile, che impedisce l'espulsione di chi commette crimini durante tutto il lungo periodo di due o tre anni in cui attende risposta alla sua domanda di asilo. Un'assurdità grazie alla quale un richiedente asilo che ha stuprato un minore è ancora qui nostro ospite. Una follia che ci impedisce di buttare fuori dai nostri confini, in quanto richiedente asilo in attesa di risposta, il gambiano arrestato oggi per aver per la seconda volta aggredito e picchiato degli agenti a Padova, tra l'altro inneggiando all'Isis e alla recente strage di Barcellona. Ma stiamo scherzando? E poi vorrei capire, davvero pensiamo eventualmente di accettare la richiesta di asilo di questo delinquente gambiano che non solo aggredisce e ferisce i nostri agenti di Polizia ma pubblicamente inneggia all'Isis? Siamo oltre la follia».
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