Scuola, rette e pasti non pagati azzerato il debito a 24 famiglie

PADOVA
Il Comune di Padova ha deciso di cancellare più di 70mila euro di debiti accumulati da 24 famiglie che nel corso degli anni non sono riuscite a pagare le rette dell’asilo nido e della mensa dei propri figli, né le successive sanzioni. Di queste famiglie 11 sono italiane, 10 extracomunitarie e tre miste.
Dopo diversi tentativi andati a vuoto per riscuotere gli arretrati che risalgono al decennio 2008-2017, i dirigenti dei servizi scolastici – davanti alle dichiarazioni documentate dei colleghi del settore sociale, che hanno attestato le forti difficoltà economica delle famiglie coinvolte – hanno azzerato l’arretrato. Parliamo di 71.200 euro circa, quindi di quasi 3mila euro a famiglia di media (in realtà c’è chi ha accumulato ammanchi da 500 e chi invece da quasi 8mila euro). Nonostante questo gesto, però, il sindaco Sergio Giordani non retrocede di un millimetro sul fronte della lotta all’evasione.
Per quel che riguarda le mense scolastiche non pagate infatti, già in estate aveva avviato un procedimento per velocizzare le pratiche, assumendo anche del personale part-time da dedicare esclusivamente al recupero crediti. Da allora sono state inviate centinaia di cartelle esattoriali. A giugno erano partite invece circa quattromila solleciti di pagamento, sempre relativi alle rette degli asili nido e alla refezione scolastica, ad altrettanti genitori i cui figli usufruiscono dei servizi nelle scuole materne, elementari e medie inferiori.
Solitamente i debiti devono essere pagati online o con un versamento ad una filiale della Cassa di risparmio del Veneto, entro dieci giorni dalla data in cui è stata notificata la missiva dal Comune. Chi non rispetta tale procedura deve aspettarsi quindi un ulteriore sollecito da parte dei messi comunali ma, nel caso di famiglie con Isee da 0 a 4mila euro, mai l’esclusione dei propri figli dal servizio (grazie alla “fascia zero” introdotta da Bitonci).
Solo il 10% dei genitori morosi, alla fine di un lungo carteggio e contrattazioni con gli uffici di Palazzo Moroni, finisce per ricevere anche la cartella esattoriale. —
Luca Preziusi
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