Ilva, seconda giornata di sciopero in blocco di 30 addetti a Legnaro

Continua la mobilitazione a sostegno delle trattative  tra sindacati, Governo e azienda per salvare 20mila posti



Hanno scioperato per altre 8 ore tutti e 30 i dipendenti dello stabilimento Arcelor Mittal di Legnaro, incrociando le braccia in concomitanza con le altre iniziative di protesta in atto ieri in tutte le industrie ex Ilva. È la seconda giornata di sciopero, fa sapere la Fiom-Cgil nazionale, dopo quella della scorsa settimana proclamata dalle segreterie nazionali di Fim-Fiom-Uilm per manifestare contro la decisione della multinazionale franco-indiana che ha deciso di abbandonare l’acciaieria di Taranto già il prossimo 4 dicembre. «Lo sciopero di ieri a Legnaro sottolinea per noi anche una questione e cioè quello che la gestione di Arcelor Mittal lascia dietro di sé: con le sue controllate questa azienda sta rubando il lavoro ai vari siti e Legnaro rischia di pagare un prezzo molto alto. Sicuramente daremo battaglia fino alla fine», ha dichiarato Loris Scarpa, segretario generale della Fiom di Padova.

Sono ore decisive, queste, per il futuro di oltre 20mila lavoratori in Italia dipendenti ex Ilva e per tutto l’indotto. Una trentina solo a Legnaro tra operai e amministrativo. Ieri pomeriggio le organizzazioni sindacali, il Governo e le proprietà si sono riunite al tavolo del ministero dello Sviluppo economico per cercare di trovare una soluzione alla difficile situazione. Arcelor Mittal ha comunicato al Governo il piano di sospensione dell’esercizio dello stabilimento siderurgico di Taranto. I commissari straordinari dell’ex Ilva hanno depositato a Milano il ricorso d’urgenza contro il recesso dal contratto di affitto, chiedendo alla multinazionale di rispettare gli accordi. La procura di Milano invece ha aperto un fascicolo “modello 45” (senza indagati e che non costituisce notizia di reato) per verificare l’eventuale sussistenza di ipotesi di reato nella vicenda relativa all’ex Ilva e alla querelle con Arcelor Mittal. Il Governo per contro ha annunciato che non lascerà proseguire le operazioni di spegnimento degli altiforni. Le organizzazioni sindacali hanno fatto sapere che le risultanze dell’incontro saranno oggetto di valutazione per le decisioni da assumere sulla modulazione delle iniziative di mobilitazione e di lotta. —



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