Ventuno profughi scaricati sulla strada Via ai controlli Covid

Il gruppo segnalato dagli automobilisti lungo la 308 a Bragni I migranti trasferiti in questura, il sindaco ha fatto da interprete
DORO-FOTOPIRAN CADONEGHE PROFUGHI STATALE DEL SANTO BRAGNI
DORO-FOTOPIRAN CADONEGHE PROFUGHI STATALE DEL SANTO BRAGNI

/ CADONEGHE

Un gruppo di giovani stranieri è stato abbandonato ieri pomeriggio lungo la regionale 308 del Santo, all’altezza dell’uscita Bragni di Cadoneghe.

Erano in ventuno, tutti maschi, provenienti, hanno affermato, dal Bangladesh, di età compresa tra 17 e 24 anni: hanno detto di aver raggiunto Cadoneghe a piedi, sebbene sia forte il sospetto che qualcuno li abbia scaricati di nascosto da un camion.

La fila di uomini in cammino era stata notata da numerosi automobilisti in transito lungo la regionale, balzati immediatamente agli occhi, visto che la strada è vietata ai pedoni.

All’arrivo delle forze dell’ordine (polizia, carabinieri e polizia locale di Cadoneghe) sono stati radunati, dissetati con delle bottiglie d’acqua portate loro da un generoso cittadino e accompagnati nel primo spiazzo all’ombra disponibile, davanti al concessionario Orvicar, che ha sede in viale Maestri del lavoro, all’uscita della tangenziale.

Lì hanno atteso di conoscere il loro destino, mentre le forze dell’ordine aspettavano di capire dove accompagnare un numero così elevato di persone.

Alle quali era anche necessario praticare i tamponi per chiarire se non vi fossero positivi al Covid tra loro e metterli necessariamente isolati in quarantena fino all’arrivo dei risultati.

Verso le 19.30, caricati su un pullman, sono stati intanto accompagnati in questura per il fotosegnalamento e l’avvio dei protocolli sanitari. Numerosi passanti hanno avvisato anche il sindaco, che si è recato sul posto.

«Trovo la situazione vergognosa e scandalosa» commenta Marco Schiesaro. «Siamo arrivati a un punto in cui l’immigrazione è fuori controllo, se in un Comune piccolo come Cadoneghe succedono cose come questa».

Un copione già visto, una scena cui si è assistito esattamente un mese fa, quando ad essere intercettati a piedi, nei pressi dell’ecocentro di Campodarsego, ai confini con il quartiere Bragni di Cadoneghe, furono una quindicina di stranieri, che dissero di provenire da Bangladesh e Pakistan.

«Gli stranieri fermati ieri a Cadoneghe» prosegue il sindaco Schiesaro, che ha parlato con loro in inglese «hanno raccontato di essere bengalesi e di aver oltrepassato il confine italiano, provenendo dalla Serbia, a piedi. Sempre che il racconto sia vero, hanno detto che nessuno li ha fermati fino a quando la polizia li ha intercettati sul confine di Cadoneghe. Hanno affermato che erano diretti a Padova, dove intendevano prendere il treno diretto a Milano. Quando gli ho chiesto se volessero poi raggiungere altri Paesi europei, hanno risposto di no, che la loro meta era proprio l’Italia, perché “We love Italy”, “Noi amiamo l’Italia” hanno continuato a ripetere. Una cosa è certa: il problema dell’immigrazione è molto serio poiché non ci sono controlli, se una ventina di persone dai Balcani in Italia si è potuta passare inosservata, senza che nessuno le notasse o fermasse». —

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