Il Bo è il secondo miglior ateneo in Italia Ed è il primo per tasso di occupazione
L’Università di Padova si conferma tra i migliori atenei italiani nel report Censis 2021. La classifica vede il Bo mantenere il secondo posto tra i mega atenei (oltre 40 mila studenti) italiani, consolidando una posizione stabile ormai da diversi anni. Padova ottiene un punteggio (88,7) inferiore solo a Bologna, mettendosi alle spalle Roma Sapienza, Firenze, Pisa, Torino, Palermo, Milano Statale, Bari e Napoli Federico II.
L’Alma Mater ottiene un punteggio complessivo di 91,8, ma stacca Padova di 10 punti sia nella valutazione delle strutture (numero di aule, biblioteche e laboratori in rapporto al numero di studenti) che nell’internazionalizzazione – per cui viene calcolata la mobilità di studenti e docenti, e il numero di corsi in lingua inglese. Proprio l’internazionalizzazione è però uno dei punti di forza dell’ateneo patavino rispetto agli altri (secondo posto dopo Bologna). Fa ancora meglio, questa volta di tutti, nel tasso di occupazione (primo posto ex aequo con Milano), migliorando il parametro rispetto allo scorso anno.
Una nota di relativo demerito riguarda le borse di studio (calcolate con il rapporto tra fondi destinati e numero di studenti): Padova fa peggio di Roma, Bari, Bologna e Napoli. Anche sulle borse, però, Padova migliora il punteggio del 2020, mentre peggiora leggermente il dato nelle categorie dei servizi (pasti in mensa e alloggi in residenze), strutture, e comunicazione digitale (sito, esperienza utente, immagine social dell’ateneo). Per questi parametri il report Censis non confronta atenei di dimensioni diverse, cosa che invece avviene nel confronto sulla qualità della didattica.
Padova si conferma centro di eccellenza assoluto per Farmacia, Scienze della formazione primaria, e per le lauree magistrali agrario-forestali, letterario-umanistiche, politico-sociali e della comunicazione, e scientifiche (pari punteggio con Trento). Sempre per le magistrali, il Bo è al terzo posto nell’Informatica, mentre per le triennali, i risultati migliori sono in Economia (terzo posto), Psicologia (secondo posto), e Professioni sanitarie (secondo posto). Padova è quarta per Medicina e chirurgia, dietro a Pavia, Milano Bicocca e Bologna, mentre è più attardata per Giurisprudenza, dove fa registrare un decimo posto, a 11 punti da Trento. Per valutare la didattica, il Censis considera i numeri sulla progressione di carriera degli studenti (abbandono, iscrizione regolare, fuoricorso) e sui rapporti internazionali.
Soddisfatto il rettore Rosario Rizzuto: «Anche in un anno così difficile abbiamo migliorato il punteggio totale, crescendo in tre dei sei parametri » commenta, «un risultato che ci rende felici e che ci stimola a crescere. Vorrei sottolineare la prima posizione per quanto riguarda l’occupazione: uno dei tanti motivi che fanno dell’Università di Padova un luogo attrattivo per studentesse e studenti che scelgono di costruire qui il loro futuro. Il mio grazie va a tutta la comunità accademica che con competenza, tenacia e passione, contribuisce quotidianamente a tali risultati».
Il Censis ha riportato anche l’aumento delle immatricolazioni registrato a livello nazionale (+4,4%), che conferma un trend che ha resistito alle incertezze della pandemia. Un numero così elevato di immatricolati non si registrava dal 2004. Sempre a livello nazionale, aumenta il numero di ragazze immatricolate rispetto ai ragazzi. Dati che trovano riscontro anche a Padova, dove le studentesse superano in numero gli studenti ormai da diversi anni. Al Bo, nell’anno accademico appena concluso, le immatricolazioni erano aumentate di oltre il 6% rispetto all’anno precedente. —
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








