CERVARESE SANTA CROCEI fedeli al parroco innamorato"Don Romano ci manchi"

Nessuna condanna da parte dei paesani a don Romano Frigo, il prete che dopo 11 anni ha abbandonato la comunità perché sta vivendo una storia d'amore con una fedele e desidera riflettere. Nella messa di domenica alle 19 un chiaro riferimento alla vicenda da parte del celebrante
Don Romano Frigo
Don Romano Frigo
CERVARESE. «Quando ci si innamora fortemente di una persona si tende a dedicarle tutte le attenzioni del mondo e ci si dimentica di tutto ciò che è altrettanto importante. Anche del Signore, che invece vorrebbe che noi fossimo un tantino più attenti e innamorati di lui». Chiaro il riferimento da parte del celebrante della messa delle 19 di ieri a Cervarese, all'ex parroco don Romano Frigo che ha deciso di lasciare la comunità perché innamorato di una giovane del paese.


Una ragazza che molto spesso lo coadiuvava nelle iniziative del centro parrocchiale. Durante l'omelia, comunque, il celebrante non ha mai fatto il nome di don Romano, ma i riferimenti all'ex parroco, espressi dal pulpito in modo elegante hanno fatto effetto sui fedeli. «Cari cristiani a volte ci si fa abbagliare dalla luce di una delle tante stelle che brillano, ma noi dobbiamo seguire la stella che ci irradia la luce giusta e che ci indica la strada maestra», ha aggiunto ad un'assemblea molto numerosa che gremiva la chiesa per la messa pomeridiana della domenica.


Don Romano, intanto, è tornato a vivere con la mamma Paola di ottant'anni, che lo ha seguito durante il suo impegno a Cervarese e a Canove, da dov'era partito 11 anni fa. Ieri era atteso alla Festa del Bo' che si concluderà stasera all'agriturismo «Al Bosco» di Fossona. Una sagra molto gettonata, organizzata dai volontari della comunità di Cervarese per sostenere le attività parrocchiali e la scuola materna. Il prete, però, non si è fatto vedere. Ad essere delusi del comportamento dell'ex parroco sono soprattutto i giovani che credevano molto in lui e che ora si sentono in qualche modo traditi.


«La comunità di Cervarese ha perso molto, troppo, sono ancora arrabbiata perché non lo trovo giusto. Ormai faceva parte della nostra vita. Non riesco nemmeno a scrivere quello che provo, solo invidio la prossima parrocchia che lo avrà. Don Romano ci mancherai», scrive una ragazza sul giornale on-line della comunità. La scelta del don di non accettare di andare in un'altra parrocchia, come sembra gli avesse proposto la Curia, ma di tornare a vivere dai suoi per un periodo di riflessione, è invece apprezzata dai più anziani. «Immaginiamo che sia stata una decisione dolorosa, ma va anche dato atto al senso di responsabilità di don Romano, che con questa decisione di fatto ammette di aver commesso l'errore e decide di tirarsi da parte, senza cercare, in accordo con i vertici della Chiesa di nasconderlo, come spesso accade», è il commento fatto ieri mattina da alcuni avventori della caffetteria «Le dolci tentazioni» di Fossona, dove tra caffè, cappuccini e brioche non si parlava d'altro che dell'innamoramento del prete.


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Deserto, invece, ieri mattina il centro di Cervarese dove la domenica non c'è un locale aperto. La canonica ha le serrande abbassate in attesa dell'ingresso, il 3 ottobre, del nuovo parroco don Mattia Biasiolo. «Mi auguro che la partenza di don Romano non incida sui progetti che la parrocchia aveva avviato», commenta l'unica persona che gira per la piazza. Progetti che riguardano la sistemazione del patronato, che avrebbe dovuto essere finanziata anche con il ricavato del libro scritto dal parroco-ciclista «Ora et pedala», e della chiesa vecchia. «Sulla chiesa vecchia - spiega l'uomo - don Romano aveva un'idea davvero geniale. Voleva trasformarla in una di quelle trattorie di una volta dove si può mangiare le specialità della cucina povera. Come la trippa, il cotechino e il bollito».
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