«Chuck Norris insegna agli angeli a volare»: l’addio al Texas Ranger da chi che lo rese virale in Italia

Vent’anni fa Riccardo Bidoia, autore padovano, fu protagonista di un fenomeno letterario e web dedicato al celebre attore morto a 86 anni

Nicola Cesaro
A sinistra Riccardo Bidoia, 45 anni di Vigonza, l’autore dei facts e, a destra, Chuck Norris, l’attore scomparso a 86 anni
A sinistra Riccardo Bidoia, 45 anni di Vigonza, l’autore dei facts e, a destra, Chuck Norris, l’attore scomparso a 86 anni

«Chuck Norris può insegnare agli angeli a volare». Chissà se, vent’anni fa, Riccardo avrebbe mai immaginato di scrivere, un giorno, un “fact funebre definitivo”. Chuck Norris, l’attore di Walker Texas Ranger e di diversi film d’azione, ex campione del mondo di karate, è morto nelle scorse ore a 86 anni e tra le prima attestazioni di cordoglio non poteva mancare quella di Riccardo Bidoia, padovano di Vigonza, colui che ha letteralmente insegnato agli italiani a conoscere – in una vesta decisamente originale e inedita – il ranger più famoso del mondo.

È il 2006 e nel mondo sta spopolando un vero e proprio fenomeno planetario: frasi virali (i cosiddetti “facts”) dedicati alla figura di Chuck Norris. Battute di grande creatività, vere iperboli dedicate all’attore hollywoodiano. Alcuni esempi: «Quando Hulk si arrabbia sul serio, si trasforma in Chuck Norris», oppure «i rubinetti in casa di Chuck Norris non perdono, vincono», e ancora «Chuck Norris non indossa l’orologio, decide lui che ora è». E come dimenticare: «Su Marte non c’è traccia di vita. Perché c’è stato Chuck Norris».

«Una sera io e Massimo Fiorio, mio amico veronese, stavamo commentando questi facts americani nella chat di Msn e, tra le risate a crepapelle, ci è venuta l’idea: declinarli in italiano e farci un sito». Ecco nascere così “Roundhouse Kicks” (i famosi “calci rotanti”, armi micidiali dei combattimenti di Norris), sulla piattaforma web welovechucknorris.blogspot.com (il sito esiste ancora, ma è preistoria del web), che spopola clamorosamente: 30 mila visite in media al giorno, le frasi di Riccardo e Massimo che finiscono nelle radio nazionali, condivisioni oltre ogni previsione, e in tempi in cui Facebook, Instagram e Whatsapp o non esistono o hanno un potenziale ridotto. Il successo è tale che nasce persino un libro-raccolta dal titolo “I fermenti lattici dello yogurt di Chuck Norris sono tutti morti” (edizioni Tea, i due si firmano Mist&Dietnam) che vende addirittura 55 mila copie. Seguiranno altri sei volumi, un seguito davvero straordinario.

«Abbiamo costruito l’immagine di un altro Chuck Norris, non necessariamente vicina al personaggio reale», spiega consapevolmente Riccardo, oggi 45enne e responsabile di Wonderform, una scuola di improvvisazione teatrale che ha sede a Vigonza e a Mestre. «Abbiamo scritto pagine memorabili, come le feste a cui partecipavano i nostri lettori, gli stessi che poi proponevano nuovi facts visto che a un certo punto la nostra immaginazione cominciava a scemare: alla fine di ogni serata si eleggeva il miglior fact».

È mai arrivato l’incontro con Chuck Norris? «Per carità, ne siamo rimasti alla larga! Negli Usa c’era stato qualche problema con i nostri corrispettivi americani: non tutti i facts trovavano il consenso del protagonista ed era nato qualche screzio tra autori e attore». Non a caso, il ricordo comparso ieri nel sito italiano di Riccardo e Massimo – che ha ripreso a vivere dopo anni – continua così: «Grazie per averi ispirato. Grazie per i calci rotanti. Grazie per non averci mai denunciato».

O chi lo sa, forse: Chuck Norris è andato in Paradiso per trovarsi degli avvocati divini. 

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