Compravendita di dati rubati su vip e calciatori: l’inchiesta di Napoli arriva all’ombra delle Dolomiti

Anche impiegati di pubblico servizio del Bellunese coinvolti e indagati fra le trenta persone individuate dalla procura partenopea. In due anni 730mila accessi

ll procuratore della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri durante la conferenza stampa
ll procuratore della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri durante la conferenza stampa

Compravendita di dati sensibili, una trentina di indagati: 4 arrestati e 6 ai domiciliari e in 19 destinatari di obbligo di presentazione alla Pg. Arriva anche a Belluno l’inchiesta della procura di Napoli su poliziotti e dipendenti dello Stato infedeli che si infiltravano nei data base per carpire informazioni private di calciatori e cantanti, vip e imprenditori spiati per pochi euro. Sono ventinove le misure cautelari eseguite dalla Polizia di Stato nell'ambito della vasta operazione che ha smantellato una complessa associazione a delinquere finalizzata all'accesso abusivo a sistemi informatici, corruzione e rivelazione di segreto d'ufficio.

I provvedimenti sono scattati questa mattina 13 maggio nelle province di Napoli, Ferrara, Bolzano, Roma e Belluno sotto il coordinamento del procuratore Nicola Gratteri.

L'ordinanza cautelare, emessa dal gip del tribunale di Napoli su richiesta dell'XI sezione della Procura partenopea (Sicurezza dei sistemi informatici), delinea una precisa distribuzione delle misure: dispone la custodia cautelare in carcere per quattro indagati, gli arresti domiciliari per sei e l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per altri diciannove.

La complessa attività di indagine è stata condotta dalla Squadra Mobile partenopeadiretta da Mario Grassia, con il pool cyber-crime della procura di Napoli coordinato da Vincenzo Piscitelli e il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Postale e delle Comunicazioni Campania-Basilicata e Molise. Contestualmente alle misure cautelari, sono stati eseguiti a carico di alcuni indagati sequestri per un valore di circa 1.300.000 euro.  

In due anni sono stati 730 mila gli accessi alle banche dati riservate eseguiti da due agenti infedeli, 600 mila uno e 130 mila l'altro, nessuno dei quali giustificato da esigenze di servizio.

Tra i nomi dei personaggi noti spiati, nelle carte dell'inchiesta coordinata dalla procura partenopea, compaiono anche vertici di aziende farmaceutiche, imprenditori, un membro del board di Leonardo, manager di Generali e appartenenti a famiglie nobiliari.

Le indagini sono scattate da una segnalazione dell'Inps su accessi giornalieri sospetti alla loro banca dati. Uno degli indagati, Giuliano Schiano, era già stato coinvolto nell'inchiesta Equalize. Nell'attuale inchiesta Schiano - all'epoca dei fatti appuntato della Guardia di Finanza, in servizio presso la direzione investigativa antimafia di Lecce - è indagato per una singola consultazione abusiva e il gip non ha disposto misura cautelare.

"Esfiltravano dalle banche dati, attraverso accessi abusivi, informazioni riservate di calciatori, su imprenditori, gente dello spettacolo, cantanti e attori e venduto queste informazioni ad alcune agenzie". Lo spiega il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri dando i dettagli della maxi operazione. Ad agire in cambio di soldi - "c'era un tariffario" - erano rappresentanti delle forze dell'ordine che attraverso accessi abusivi compiuti utilizzando le loro password, "esfiltravano dalle banche dati informazioni riservate per rivenderle".

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