Confartigianato Veneto: «Pronti a contribuire su welfare e stipendi dei giovani»
Il presidente Boschetto: «Andremo al tavolo della Regione. La priorità è fermare la fuga all’estero del capitale umano»

L’“operazione giovani” di Alberto Stefani raccoglie l’endorsement di Confartigianato Veneto. «Siamo pronti a sederci al tavolo con la Regione perché ad oggi il Veneto è l’unica regione del settentrione con un saldo entrate/uscite negativo con perdite di valore in termini di capitale umano».
Le parole sono di Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto. «Bene quindi tutto ciò che comprende azioni di carattere economico, abitativo e di welfare aziendale - sottolinea il presidente degli artigiani -. Si tratta di una sfida strategica per il futuro economico e sociale del Veneto alla quale l’associazione intende contribuire concretamente».
Sono due le direttrici sulle quali la Regione si sta muovendo nell’idea, già espressa da Stefani, di convogliare nella redazione di un piano concreto entro la conclusione del 2026. Per prima cosa, con l’obiettivo dichiarato di «aumentare l’attrattività del Veneto», Stefani ha già raccolto intorno a un tavolo le università del Veneto. A questo stesso tavolo si sono detti pronti a sedere Unioncamere, per voce del presidente Antonio Santocono, Confartigianato Veneto; e Stefani, da quanto risulta, conta sull’appoggio delle organizzazioni confindustriali.
Nelle prossime settimane il presidente della giunta regionale ha in programma di incontrare i vertici delle fondazioni bancarie. Le quali, in tema di attrattività del territorio e di giovani, si erano dimostrate timide sulla possibilità delle “borse di impiego”.
Si tratta della proposta avanzata a marzo da un think tank di imprenditori, manager, docenti universitari e sindacalisti di integrare le borse paga dei giovani assunti neolaureati. Una misura per colmare il gap esistente, a parità di condizioni, con i coetanei che lavorano negli altri Paesi della Ue in modo da “trattenere” i giovani.
Ed è qui che inizia la seconda direttrice. Si parla di un ordine del giorno bipartisan proposto e approvato in Consiglio regionale la scorsa settimana. Si parla del “Patto per lo sviluppo delle competenze e le responsabilità”, iniziativa che porta la firma di Giovanni Manildo (Pd) e Morena Martini (Stefani presidente).
Nel documento si sostiene la necessità di attivare un Osservatorio regionale sui giovani e, nella prima stesura, anche la costituzione di “borse di impiego”. Espressione quest’ultima modificata in «strumenti di incentivazione con la finalità di un’assunzione stabile nel tessuto produttivo regionale».
La modifica, da quanto si è appreso, si è resa necessaria sia per non incorrere nel rischio di distorsioni nel mercato del lavoro provocate da un intervento pubblico, sia per avere un voto di approvazione all’unanimità, come poi è accaduto. Sia a destra sia a sinistra, infatti, qualcuno aveva espresso dubbi sulla prima stesura dell’ordine del giorno. Una delle ragioni è riconducile alla circostanza che in tema di “borse di impiego” non sono ancora definite e quantificate la platea e le risorse.
Su questo fronte si registra una sorta di chiamata alla responsabilità di Stefani (che per l’“operazione giovani” ha messo da parte 30 milioni di euro). Il governatore ha detto di aspettarsi che «tutti facciano la loro parte». Nel computo non rientrano solo la Regione (l’unica ad oggi di cui si sappia avere stanziato qualcosa), ma anche università, fondazioni, imprese e associazioni di categoria.
«Stabilire le linee d’azione e trovare le risorse che possano intervenire nel welfare, nelle politiche degli alloggi, nelle detrazioni fiscali, sono le prime cose da fare in questa fase» le parole di Stefani.
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