Coppia mista e post razzisti, il sindaco che li ha sposati: «Denuncio tutti»

Lui di colore, lei bianca. Raffica di insulti sul profilo Facebook del primo cittadino di Martellago: «La libertà di espressione non è una licenza per umiliare le persone»

Alessandro Abbadir
Il sindaco Andrea Saccarola si congratula con lo sposo
Il sindaco Andrea Saccarola si congratula con lo sposo

Il sindaco Andrea Saccarola sposa in municipio una coppia, lei italiana e lui senegalese. Posta la bella notizia sul suo profilo Facebook e subito si scatenano i commenti razzisti.

Il primo cittadino annuncia denunce all’autorità giudiziaria contro gli autori di post con messaggi d’odio e razzisti e incassa un sostegno trasversale.

«Ho pubblicato un post nella mia pagina da sindaco. Uno dei tanti, ma con un valore particolare, perché riguardava persone a cui sono sinceramente legato. Su oltre 150 commenti, la stragrande maggioranza, composta da persone perbene ha fatto gli auguri ai neo sposi. Purtroppo, però, una minoranza rumorosa ha scelto la strada dell’insulto, dell’offesa e della cattiveria gratuita. Ciò che più colpisce è che molti di questi leoni da tastiera non conoscono né me, né le persone ritratte nella foto. Vivono a centinaia di chilometri di distanza, ma si sentono comunque in diritto di giudicare, offendere e disprezzare. No, non è libertà di espressione. La libertà di espressione non è una licenza per umiliare le persone. Non è un lasciapassare per l’odio. E non può diventare un alibi per chi, nascosto dietro uno schermo, tira fuori il peggio di sé».

«Considero questa» dice Saccarola «una malattia sociale. E le malattie si curano, non si ignorano. Per questo, laddove vi siano estremi di rilevanza penale, procederò con le denunce del caso. Non per vendetta, ma per rispetto di chi è stato colpito e perché non può passare il messaggio che sui social tutto sia consentito».

«Nel 2026» sottolinea «c’è ancora chi si scandalizza per il colore della pelle, per l’orientamento sessuale, per le origini, per una disabilità, per una religione o semplicemente per il fatto che qualcuno sia diverso da lui. La verità è che la diversità non fa paura alle persone intelligenti. Fa paura a chi vive di pregiudizi. Si può avere qualsiasi idea, sempre che non leda i principi della Costituzione, ma c’è una parola che dovrebbe venire prima di tutto: il rispetto. Perché una persona si misura da come tratta gli altri. E una società che normalizza l’odio è una società che sta perdendo se stessa. Io continuerò a scegliere il rispetto».

Al sindaco ha espresso vicinanza per la netta posizione presa il consigliere di minoranza Alessio Boscolo e l’ex parlamentare e sindaco di Martellago Marco Stradiotto.

«Tra i commenti ce n’erano diversi davvero disgustosi» sottolinea Stradiotto. «Li definisci leoni da tastiera, io li definirei semplicemente razzisti. La tastiera spesso fa cadere i freni inibitori e porta le persone a esprimere ciò che pensano davvero. Di conseguenza, se qualcuno scrive certe cose, è difficile non pensare che quei pensieri facciano già parte del suo modo di vedere il mondo. Per questo, più che di coraggio nascosto dietro uno schermo, parlerei di razzismo espresso senza filtri». E ora per gli autori di messaggi razzisti sono in arrivo guai con la legge.

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