Generali, Greco all’attacco di Finint e Veneto Banca

VENEZIA. I nodi sono arrivati al pettine. Ieri al centro dell’assemblea Generali a Trieste c’è stato il documento «interno e riservato» elaborato da Kmpg alla base dell’azione risarcitoria verso gli ex vertici Giovanni Perissinotto e Raffaele Agrusti. Relazione che il ceo Andrea Greco non renderà pubblica. «È un documento interno», ha detto, sottolineando: «Non crediamo che attività del genere possano ripetersi».
La scintilla l’ha fatta scoppiare un azionista con una serie di domande sulle operazioni di «finanza alternativa» che secondo quanto emerso hanno avuto al centro due dei soci veneti di Generali: Veneto Banca, per una linea di credito da 300 milioni, e Finint, con cui, ha confermato Greco, abbiamo «rapporti per 200 milioni». «Siamo azionisti di Finint con una quota del 10% acquistata nel 1999 - ha aggiunto Greco -. Ci è stato appena rimborsato regolarmente un bond di 50 milioni. Stiamo recuperando su un'altra esposizione di circa 40 milioni. Quindi abbiamo ridotto questa esposizione a circa la metà». Secca la smentita di Enrico Marchi e Andrea De Vido: «Non c'è alcuna esposizione: Finint non può che esprimere grande sorpresa e disappunto per le affermazioni e si riserva qualsiasi azione a propria tutela». «Allo stato non sono state intraprese azioni legali, sono peraltro in fase di studio le più opportune iniziative che potranno essere intraprese anche nei confronti di altri soggetti coinvolti nelle operazioni in cui Finint ha avuto un ruolo» ha replicato il presidente di Generali, Gabriele Galateri.
Ieri l’assemblea ha chiesto «trasparenza» su alcune operazioni anche con Veneto Banca. L’esposizione di 300 milioni con l'istituto è «in parte azionaria e in parte in obbligazioni» ha detto Greco, precisando che: «Le operazioni oggetto del rapporto Kpmg non sono mai state portate al cda e sono state costruite in modo tale da essere poco visibili all'interno della società».
L’altro giorno in assemblea di Save, Joseph Oughourlian presidente del Fondo Amber aveva sottolineato a Marchi un'esposizione di 180 milioni proprio con Veneto Banca legata a «relazioni personali che vanno sopra e sotto l’aeroporto». L’allusione era diretta a Finint e a operazioni con «parti correlate» portate avanti dalla finanziaria tra cui l’acquisto da Generali del 33,49% di Agorà che detiene il 40,7% di Save.
Marchi, con Finint, ha l’1,02% di Generali e ha sempre difeso Perissinotto. E anche Vincenzo Consoli (oggi dg di Veneto Banca) è entrato nella vertenza Generali perché il suo istituto è socio di Ferak.
Eleonora Vallin
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








