Michielli, la difesa del turismo «È vicino al nostro mondo»

Il presidente di Federalberghi: Forcolin non ha commesso reati a differenza di altri che hanno  fatto scempio delle leggi In silenzio la base leghista

VENEZIA

Il primo a rammaricarsi per l'epilogo del vice governatore Forcolin è un imprenditore conosciuto, Marco Michielli, albergatore, presidente di Federalberghi Veneto: «Mi dispiace sinceramente per quello che gli è accaduto, in questi anni è cresciuto molto e ha saputo ascoltare le istanze del mondo del turismo. Non ha certo commesso un reato. Del resto siedono in Parlamento persone che hanno fatto scempio delle leggi. Dico solo che questa politica allontana la gente e non la avvicina di certo, perché fa paura, e sembra condizionata da chi si sfoga sui social».

Nel Veneto Orientale, Forcolin si è fatto molti amici, ma anche nemici. Il suo temperamento, l’esuberanza, il presenzialismo hanno creato attorno alla sua figura tante invidie, mentre il modo in cui ha condotto la campagna elettorale a San Donà era stato l’ultimo atto di un metodo non apprezzato da tutti, spaccando il centrodestra a causa dei dissidi con un’altra big discussa nel basso Piave, Francesca Zaccariotto. E lei adesso, fresca di tesseramento con Fratelli d’Italia e prossima alla candidatura alle amministrative di Venezia, esce allo scoperto togliendosi qualche sassolino.

Forcolin l’aveva esclusa, allontanata, e lei si è seduta lungo il fiume ad aspettare assieme a chi la vorrebbe ancora nella Lega. «Quando fai politica», dice la Zaccariotto mordendosi la lingua per non andare oltre, «i riflettori sono sempre puntati su di te. Ormai la Lega è parte della mia storia passata. Dopo quello che è accaduto a Forcolin, direi che questo fa parte delle regole del gioco. Molte volte la politica si muove sulla sottile linea della opportunità di fare o non fare una determinata cosa, oltre che della legalità».

Nessun commento dai vertici della Lega, onorevoli e consiglieri che si dice abbiano stappato bottiglie quando hanno saputo che Forcolin era tra quelli che avevano presentato la fatidica domanda di bonus. Solo il roccioso consigliere regionale Fabiano Barbisan da Portogruaro si espone con diplomazia: «Solidarietà a Forcolin, non credo abbia commesso qualcosa di così grave, resta il suo impegno amministrativo che non si discute». Ma gli altri tacciono, preferendo non commentare. Solo i fedelissimi si sfogano sui social e sono pronti a gettare la tessera in Veneto Orientale dopo l’uscita di scena del loro uomo forte. Hanno scritto una lettera accorata al presidente Zaia perché ci ripensi e dia la parola al popolo leghista, che vuole Forcolin ancora in Regione.

Ormai, però, nella Lega è già iniziata la resa dei conti per le regionali e, a cascata, le amministrative, i cui equilibri sono completamente sovvertiti dalle dimissioni, clamorose, del vice governatore. —

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