Pedemontana veneta, pedaggi abbassati del 15 per cento

VENEZIA. Schiarita all’orizzonte nel controverso versante di Pedemontana Veneta, la superstrada a pedaggio che - giunta a un terzo dei 95 chilometri separano Spresiano da Montecchio Maggiore - sconta ostacoli di sostenibilità finanziaria. Sollecitato da più parti a compiere una revisione del piano economico, così da favorire l’emissione e la collocazione di 1,6 miliardi di bond necessari a garantire la prosecuzione dei lavori, il consorzio Sis-Dogliani, concessionario dell’opera, ha accettato di modificare i termini del financing project.
L’ha fatto, nel pomeriggio, nella sede mestrina di Veneto Strade, esibendo la nuova bozza al commissario di governo Silvano Vernizzi e al segretario generale alla programmazione della Regione, Ilaria Bramezza.
Di che si tratta? Corrette lievemente al ribasso le stime di traffico del contratto originario (elaborate in una fase precedente la recessione), la manovra prevede una «modesta» riduzione delle esenzioni tariffarie programmate a favore dei residenti e un contestuale abbassamento dei pedaggi superiore alle previsioni, nell’ordine del 15% , così da incentivare l’aumento della circolazione - centrando i 30 mila veicoli giornalieri previsti originariamente - e i conseguenti ricavi per gli investitori.
C’è anche un maggior impegno sul piano delle risorse, con l’equity (i fondi propri del concessionario) che sale da 500 a 550 milioni, circostanza che riduce a 1,45 miliardi di euro l’entità dei bond in via di emissione. Lo sforzo di Dogliani, insomma, mira a soddisfare le esigenze di «equilibrio e credibilità» del piano finanziario espresse dal ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio - che la nostro giornale ha manifestato la disponibilità del Governo a sostenere l’opera («infrastuttura cruciale per l’intero Nordest») pur rimarcando come l’onere di spesa spetti al capitale privato - e dai dirigenti della Cassa depositi e prestiti, parsi fin qui scettici circa la redditività dell’operazione; manco a dirlo, l’adesione dell’istituto e della Banca europea d’investimenti all’asta dei bond «a garanzia dei mercati» è fortemente caldeggiata da Jp Morgan.
Fin qui Sis, che si prepara a sottoporre i dettagli del piano al ministero e a Cdp: la riunione decisiva, convocata nella sede romana della Regione Veneto, è fissata per il 15 settembre. Favorevoli i commenti politici.
«La Regione», afferma il governatore Luca Zaia «ha chiesto e ottenuto l’aumento di 50 milioni di equity a carico del concessionario, una diversa modulazione dei ricavi negli anni di concessione, più prudenziale e realistica, una rimodulazione degli ammortamenti e un aggiornamento dei tassi di interesse sugli oneri finanziari: questo ha portato ad una maggiore capacità di ripagare il debito da parte del concessionario»; «A fronte di questi importanti cambiamenti, ci faremo parte attiva nell’informare il Governo e i maggiori investitori istituzionali, Cdp e Bei, delle mutate condizioni del piano, nella convinzione di tutte le parti che l’opera è essenziale e che va quindi realizzata».
Soddisfatta anche la capogruppo del Pd veneto Alessandra Moretti: «Direi che ora ci sono tutti i presupposti affinché la Pedemontana non resti un’incompleta. Credo sia evidente la volontà da parte del concessionario di trovare una soluzione per non rischiare posti di lavoro e crisi aziendali e portare a termine l'opera. Spero che entro metà settembre si chiuda il nuovo accordo, perché oltre quel limite temporale i rischi di vedere sfumare livelli occupazionali e opportunità di sviluppo diventano elevati».
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