Perbellini porta in alto la nuova “Casa” di Verona
VENEZIA. Non cambia la gerarchia dei ristoranti in Veneto. Le Calandre di Rubano, il ristorante di Raffaele e Massimiliano Alajmo, resta saldamente in vetta con 19,5. Una “maglia rosa” indossata ormai da quasi un ventennio. Confermatissimo nella piazza d’onore La Peca di Lonigo (18,5) reso grande dalla semplicità con cui i fratelli Portinari continuano a creare piatti d’autore e dalla fantasia con cui Cinzia Boggian, montagnanese, decora i tavoli con materiali di recupero (ha scritto pure un libro sull’argomento). Sul terzo gradino del podio troviamo una conferma, il Laite di Sappada, e una novità: il Casa Perbellini, locale che Giancarlo Perbellini ha inaugurato in piazza San Zeno a Verona, lasciando alla ex moglie Paola Secchi la gestione del ristorante di Isola Rizza (che s’è meritato comunque un 17). A 17,5 c’è un’altra novità: accanto al Quadri di piazza San Marco (altro gioiello della famiglia Alajmo) sale l’Osteria Cera di Campagna Lupia. Lionello Cera non smette di stupire per l’entusiasmo con cui sta superando ogni difficoltà, mantenendo alta la sua proposta. In ascesa altri tre giovani di talento a quota 17. Tre grandissimi solisti. Ivano Mestriner ai fornelli del “Ridotto” di Venezia (non nuovo alle quote alte), Lorenzo Cogo de El Coq di Marano Vicentino (chef che a 25 anni aveva già fatto stage di valore in tutti i continenti) e, infine, Alessandro Dal Degan, finalmente profeta in patria. Uno chef che ama l’Altopiano al punto che nel suo La Tana di Asiago (nuova sede nell’ex Casa Rossa) propone persino un brodo di corteccia per ricordare quello che sfamò i soldati della Grande Guerra in trincea. Sullo stesso gradino rimane Corrado Fasolato con il suo Resort Spinechile, bellissimo luogo per una cucina che emoziona sempre. A 16,5 tre bellunesi: Dolada, San Lorenzo (entrambi dell’Alpago) e il sorprendente cadorino Aga. Ci sono pure i vicentini Casin del Gamba (intramontabile) e lo scintillante Aqua Crua di Giuliano Baldessari, scuola Alajmo. (re.mal.)
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