Pro Loco, allarme tasse: Venturini chiede un tavolo con Giorgetti

La Regione e il Consiglio si schierano con l’Unpli contro il nuovo regime fiscale che rischia di equiparare sagre e fiere alle attività commerciali. «La burocrazia non spenga il volontariato»

Rocco Currado
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Tutti d’accordo. Le Pro Loco sono «cuore pulsante delle nostre comunità», «sentinella delle tradizioni», «spina dorsale del volontariato veneto», «anima dei nostri Comuni». La politica raccoglie il grido d’allarme lanciato dall’Unpli sul nuovo regime fiscale che rischia di equiparare le sagre e le fiere storiche ad attività puramente commerciali. E l’assessora regionale Elisa Venturini invoca un tavolo con il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti per tutelare i volontari.

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La riforma 

«La riforma del Terzo Settore è un percorso di trasparenza necessario, ma non può trasformarsi in un cappio burocratico che soffoca il volontariato», sostiene l’esponente di Forza Italia, aggiungendo: «Da storica tesserata Pro Loco conosco bene la differenza tra il profitto di un’impresa e il ricavato di una sagra. Manifestazioni come il Zogo del’oca di Mirano, la Festa del pesce di Chioggia o la Festa dei Bisi di Baone non sono solo momenti di festa, ma motori di promozione per i nostri prodotti d’eccellenza. In questi eventi, ogni euro guadagnato viene reinvestito per sostenere le famiglie in difficoltà o mantenere vivi i nostri borghi. Equiparando fiscalmente questi eventi a realtà for profit si rischia di fermare l’attività di migliaia di volontari, un patrimonio umano che non possiamo permetterci di perdere».

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L’assessora sottolinea la necessità di una riflessione a livello centrale: «Sosteniamo con convinzione l’azione del Governo e la ricerca di una maggiore trasparenza, ma è fondamentale un tagliando alla norma che tenga conto della realtà del volontariato puro». Da qui la proposta: «Ritengo che sia opportuno aprire un tavolo con il ministro Giancarlo Giorgetti. L’obiettivo è ottenere chiarimenti e correttivi tecnici, specialmente sul superamento del regime forfettario della legge 398/91, affinché la burocrazia non spenga le luci delle nostre piazze».

L’impegno 

Intanto, l’assessora padovana assicura massimo impegno da parte della Regione che «non lascerà sole le Pro Loco». «Lavoreremo per una semplificazione estrema che permetta a chi dona il proprio tempo di continuare a farlo con serenità, senza la paura di sanzioni o adempimenti sproporzionati», garantisce Venturini.

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Ma il dibattito si allarga al consiglio regionale. «Il nuovo regime forfettario presenta ancora aspetti da chiarire sotto il profilo applicativo», evidenzia il capogruppo FdI, Claudio Borgia, «è fondamentale evitare che eccessivi vincoli burocratici e fiscali finiscano per penalizzare chi organizza manifestazioni tradizionali che non generano utili privatistici, ma reinvestono ogni risorsa nella comunità».

E dall’opposizione, lo speaker Giovanni Manildo va all’attacco: «Non si può scaricare tutto il peso della gestione di questa crisi sulle spalle dei sindaci e delle amministrazioni locali. È paradossale che la maggioranza, che parla sempre di identità e autonomia, non abbia preso contromisure mentre un carico di adempimenti amministrativi e tributari rischia di far sparire eventi storici. I Comuni sono già allo stremo e le amministrazioni locali stanno facendo i salti mortali per supportare il volontariato: la Regione non può restare a guardare».—

 

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