Referendum Giustizia, in Veneto vittoria schiacciante del Sì. Ma nei capoluoghi prevale il No
La consultazione referendaria vinta dal No, ma la nostra regione in controtendenza assieme a Friuli Venezia Giulia e Lombardia. Nei capoluoghi si impone il No, il ministro Nordio bocciato nella sua Treviso. Boom ai seggi, affluenza al 63,47 per cento. L’analisi del voto

Referendum Giustizia, a livello nazionale ha vinto il No. Ma il Veneto è in controtendenza: il Sì ha vinto con il 58,41% e il No si è fermato al 41,59%. Sulla stessa linea anche Friuli Venezia Giulia e Lombardia.
Altissima l’affluenza: in Veneto ha votato il 63,47% degli aventi diritto, contro il 58,9% nazionale.
Come leggere le schede. Cliccando sul simbolo in alto a destra si può aprire il documento a tutto schermo e leggerlo con maggiore comodità; è possibile anche usare la lente in basso per lo zoom in o lo zoom out, ossia per allargare o restringere la visualizzazione.
Il voto nelle province
Padova
Il no al 57% con un'affluenza che sfiora il 70%. Padova si conferma l'isola rossa del Veneto, il capoluogo in cui la bocciatura della riforma costituzionale sulla Giustizia è stata maggiormente sonora. Situazione inversa se si guarda all'intera provincia: nell'intero territorio euganeo il sì ha infatti il 55% di consensi, con punte del 59% a Cittadella e Piove di Sacco, del 58% a Montegrotto e Vigonza, del 57% a Monselice, del 56% a Este, fino al 63,7% a Borgoricco, paese del presidente del Veneto Alberto Stefani.
Tornando alla città il 57% è la stessa percentuale con cui quattro anni fa Sergio Giordani vinse le elezioni amministrative, ma allora l'affluenza era stata molto inferiore, superando di pochissimo la metà degli aventi diritto. La distribuzione territoriale del voto evidenzia una nuova spaccatura tra centro e quartieri: nelle sezioni del centro storico il sì raggiunge anche picchi del 60%. Ma all'Arcella il no in alcune sezione ha preso il 64% dei consensi. Persino nel seggio di Salboro, che nelle ultime elezioni aveva sempre premiato il centrodestra, il no ha vinto con il 41,24%.
Venezia
La provincia è per il sì ma nel Comune di Venezia trionfa il no (55,1%). Se la città metropolitana di Venezia si è espressa per il sì trainata soprattutto dal voto del Veneto orientale, c’è anche chi ha detto no: il Comune di Venezia su tutti.
Ma a bocciare la riforma sulla giustizia sono stati anche gli elettori dei comuni di prima cintura, tradizionalmente più vicini al centrosinistra. Nei 44 comuni della provincia il sì ha prevalso con oltre il 53% dei voti. Il fronte del sì ha ottenuto i risultati maggiori nei comuni della costa come Jesolo (più di 8 mila voti, il 70% delle preferenze) e Caorle (71,6%). Il 70% è stato sfiorato anche a San Michele al Tagliamento, comune noto per la spiaggia di Bibione.
A bocciare la riforma sono stati invece gli elettori del Comune di Venezia dove il no ha raggiunto il 55,1% (63.537 voti). La riforma della giustizia del governo Meloni è stata bocciata in tutte le municipalità del Comune di Venezia con la sola esclusione di Lido-Pellestrina dove il sì ha avuto la meglio con il 52% delle preferenze. L’opposizione alla riforma ha avuto la meglio anche a Mira (52%) e Spinea (53%), municipi entrambi guidati da sindaci di centrosinistra (Marco Dori a Mira e Franco Bevilacqua a Spinea). In tutti gli altri municipi, da Chioggia ai comuni confinanti con il Friuli, ha invece prevalso il fronte del sì.
Treviso
Nel voto referendario c’è un risvolto tutto trevigiano che rovina due volte al giornata al ministro della Giustizia Carlo Nordio. Lo schiaffo della sua città alle urne. In una Marca feudo del sì, in un Veneto che ai seggi si fa paladino della rivoluzione della magistratura, c’è Treviso, il capoluogo, che boccia la riforma, come l’Italia.
I No si attestano infatti al 50,25 (21.147 voti), al termine di uno sprint prolungatissimo, con uno scarto mai superiore ai 300 voti. E sono 210 , alla fine, quelli in più rispetto ai Sì (20.937, pari al 49,75%) . Nemo propheta in patria, neanche il ministro della Giustizia, eletto al Senato alle ultime politiche e poi nominato ministro dalla premier Giorgia Meloni.
Belluno
In provincia di Belluno vince il sì con il 56%, ma sono ben cinque i comuni in controtendenza. La maggioranza degli elettori ha votato no a Soverzene (55,7%), Ospitale di Cadore (52,94%), Lamon (51,58%), Limana (50,58%) ma il dato politicamente più rilevante è quello del capoluogo.
A Belluno, infatti, il no ha raccolto il 53,45% dei voti, confermando come la città marchi sempre una certa distanza dal voto espresso nelle terre alte. Il sì si è affermato in tutto il resto del territorio dolomitico con picchi a Colle Santa Lucia (78,18%), Zoppè di Cadore (74,74%), Selva di Cadore (71,75%) e Cortina d’Ampezzo (71,66%).
L’affluenza
I dati definitivi dell’affluenza indicano che in Veneto ha votato il 63,47% degli aventi diritto, contro il 58,9% nazionale.

Padova
Padova si conferma la provincia veneta con la partecipazione più alta al voto: il dato definitivo segna un’affluenza del 65,92%, che sale al 69,08% nel capoluogo.
Analizzando i Comuni, in testa c'è Ponte San Nicolò con il 71,68%, seguito da Albignasego al 70,40%. In coda Correzzola, che si ferma al 56,91%. Netto il miglioramento rispetto alle regionali dello scorso novembre, quando alla stessa ora l’affluenza nel territorio euganeo era al 49,05%.
Venezia
Nei 44 Comuni della provincia di Venezia, alle 15 di oggi, l’affluenza definitiva ha raggiunto il 62,3% mentre nel Comune di Venezia, dove il risultato verrà analizzato anche alla luce delle prossime elezioni comunali, la partecipazione è stata del 63,1%. Alle ultime elezioni regionali, nel novembre del 2025, la partecipazione al voto a livello provinciale era stata del 44%. Il referendum sulla giustizia, quindi, ha portato ai seggi il 18% in più di elettori.
Tra i grandi comuni Chioggia è quello dove si è votato di meno (affluenza al 53,4%). I Comuni con la maggior partecipazione sono invece Mirano (66,8%), Noale (66,6%), Martellago (66,3%) e Marcon (65,9%).
Treviso
Per la Marca Trevigiana, l'affluenza definitiva delle ore 15 registra un dato che va oltre un sorprendente 63 per cento (63,17%). Alle ultime regionali era al 43,79, si tratta di una crescita di quasi venti punti percentuali, sulla stessa linea dell'affluenza delle 19 e delle 23 di domenica 22 marzo 2026.
A Treviso città il dato registrato è del 66,14 per cento, altro deciso salto in avanti rispetto al 47,65 della stessa ora a novembre 2025. Tutto l'hinterland di Treviso oltre il 60 per cento, con Casale, Carbonera, Paese e Ponzano oltre il 65 per cento (e Casier va sopra il 70), come Cornuda, Vidor e San Pietro di Feletto. "Maglia nera" invece per Ormelle (57,72) e Pieve del Grappa (57,5).
Belluno
Affluenza definitiva al 59,13% in provincia di Belluno per il referendum sulla giustizia, un dato in crescita di quasi 24 punti rispetto alle regionali del novembre 2025 (35,29%) ma comunque inferiore alla media veneta.
Il comune dove si è votato di più è Soverzene con il 73,31%, mentre fanalino di coda è Livinallongo del Col di Lana con il 43,53%. Tra i centri principali, Belluno città raggiunge il 61,87%, sopra la media provinciale, Feltre si attesta al 61,84% mentre Cortina d’Ampezzo si ferma al 58,16%.
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova









