Ricorso al Tar per riaprire la scuola, rinuncia dei ricorrenti in Veneto: lunedì in aula

VENEZIA. Arriverà il 24 marzo la sentenza del Tar sul ricorso di un gruppo di genitori vicentini che ha impugnato l’ordinanza regionale di chiusura delle scuole superiori fino al 31 gennaio.
L’annuncio è arrivato dai giudici nella mattinata di ieri mentre i ricorrenti – vista la riapertura delle classi decisa dal governatore Luca Zaia a partire da lunedì – hanno ritirato la richiesta di sospensiva del provvedimento (già respinta dal tribunale che non ha ravvisato le ragioni d’urgenza addotte) in attesa del pronunciamento di merito.
«Vista la riapertura delle scuole superiori lunedì, evidentemente non c’era urgenza nel decidere sul merito» commenta Umberto Lago, uno dei ricorrenti, papà di un ragazzo iscritto in una scuola superiore di Vicenza. Da parte degli undici genitori, sostenuti dagli avvocati Giovanni Sala e Marta Bassanese, non c’è alcuna delusione per la mancata decisione del Tar, la settimana scorsa, sulla richiesta di provvedimento cautelare. I ricorrenti rivendicano comunque una sorta di “vittoria”, nonostante le superiori riapriranno lunedì per decisione della Regione e non del tribunale.
«Prima di tutto, la cosa importante è che i nostri figli possano tornare a scuola. E poi riteniamo che la pressione che abbiamo esercitato abbia indotto la Regione a non prorogare ulteriormente la sua ordinanza e, quindi, la chiusura delle superiori» spiega Lago. «L’istanza non arriva da noi soli ricorrenti, ma anche da parte di tanti altri comitati di genitori. Era giusto che ci facessimo sentire, in un periodo in cui i nostri ragazzi sono costretti delle ore davanti al computer, per frequentare le lezioni solo on-line».
Gli undici genitori avevano chiesto una misura cautelare monocratica che sospendesse l’ordinanza regionale che prescriveva la didattica a distanza al 100% alle superiori. Un ricorso che – se non nella sostanza, nei fini – ripeteva quelli proposti (e accolti) in Lombardia, Emilia e Friuli. Con una decisione, in quest’ultimo caso, che era stata travolta da una ulteriore ordinanza regionale, ennesimo tassello di un braccio di ferro con i genitori “No dad”, che hanno poi proposto un nuovo ricorso, respinto.
Anche la richiesta di misura cautelare monocratica dei genitori veneti era stata respinta dal Tar, con nuovo aggiornamento a ieri, per la decisione nel merito, da parte del collegio. Così non è stato, visto che la richiesta di sospensiva è stata ritirata dai genitori ricorrenti, appunto. «Ma la Regione ha deciso di aprire lunedì e quindi è andata bene così» sintetizza Lago. Intanto, la sentenza di merito del Tar – sull’oggetto del ricorso e non sulla sospensiva – è attesa per il 24 marzo.
F.T.
L.B.
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