Un’estate libera dalle cimici. «In Veneto è presto per cantar vittoria»

La temuta asiatica si vede poco e certo non per la lotta biologica appena iniziata. Coldiretti: «Non è sparita, temiamo possa costarci un terzo della produzione» 

VENEZIA

«In giro se ne vedono di meno, ma questo non vuol dire che le cimici asiatiche siano scomparse e non facciano più danni. Dove ci sono lasciando il segno, ma almeno per il momento non c’è stata l’invasione dello scorso anno. Aspettiamo però a cantare vittoria, i conti li faremo al momento del raccolto». Riccardo Dacome, giovane agricoltore di Castelbaldo, nella Bassa padovana, invita a non lasciarsi andare all’ottimismo e ricorda che l’insetto alieno, vorace di frutta e ogni genere di coltivazione, è ancora fra noi.

I tecnici e gli altri agricoltori concordano: la pressione della cimice asiatica sulle coltivazioni, ad oggi, si è allentata e nei campi si contano meno danni. Per ora non c’è la distruzione dello scorso anno, quando le perdite superarono i 160 milioni di euro, secondo la Coldiretti. Ma il vorace insetto importato dall’Oriente non è certo scomparso e anche quest’anno lascerà il segno sulle coltivazioni. Gli agricoltori parlano pur sempre di danni che oscillano tra il 30 e il 50 per cento, numeri di fronte ai quali non si può certo cantare vittoria anche se la sensibile diminuzione delle cimici è vista come un segnale positivo.

«L’esperienza dello scorso anno ha insegnato qualcosa» aggiunge Dacome «e molti agricoltori si sono preparati, adottando metodi di lotta più consoni alla situazione, integrando diverse strategie e azioni per limitare la presenza di cimici sulle coltivazioni. Anche il meteo probabilmente ha favorito una minore presenza di cimici, ma questo non significa che non ci siano. Se vado a cercarle le trovo. Adesso non ne vediamo molte sulle mele perché si trovano su altre colture, ma bastano anche pochi esemplari per fare danni importanti. Noto una maggiore concentrazione accanto ad altre coltivazioni in cui non si è intervenuto, oppure in quelle più vicine alle abitazioni, dove le cimici hanno svernato. La cimice non sarà un ottimo insetto volante ma è una grande camminatrice, quindi teniamo gli occhi bene aperti anche le prossime settimane e non abbassiamo la guardia».

Pensiero condiviso da Graziano Balbo, presidente della Cooperativa Frutta di Castelbaldo, che già due anni fa si era fatto portavoce della preoccupazione dei produttori: «L’anno scorso abbiamo perso il 70% delle pere e il 50% delle mele» ricorda «ad ora speriamo di dimezzare il danno che quindi resta pur sempre importante. Già in primavera abbiamo notato una minore presenza di insetti svernanti, a conferma che le azioni messe in campo iniziano a dare qualche risultato».

Giorgio Girardi, responsabile ortofrutta di Coldiretti Verona, aggiunge che «è necessario agire con prudenza e non bisogna abbassare la guardia perché la cimice asiatica, che si sposta continuamente, migrerà dai seminativi ai frutteti, provocando danni. Abbiamo attivato un progetto di monitoraggio tra Rovigo e Verona su 8. 600 ettari di frutteti». L’assessore regionale all’Agricoltura Giuseppe Pan un mese fa ha liberato i primi esemplari di minuscole vespe samurai, antagonisti naturali della cimice asiatica, a cui sono seguiti 106 lanci in tutta la regione. «Per i primi risultati bisognerà aspettare, dobbiamo lasciarle lavorare» spiega Pan «intanto possiamo osservare come gli agricoltori che hanno adottato misure di prevenzione in parte abbiano ridotto la presenza di cimici sulle proprie coltivazioni. Anche il clima, con una primavera meno piovosa, può aver influito, ma non è ancora detto che a una minore presenza corrisponda sempre un minor danno. Il 2019 è stato senz’altro l’anno peggiore ma l’andamento attuale è tutto da confermare e di certo il problema non è estinto, anzi è adesso che dobbiamo intensificare attenzione e impegno». —



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