Quando il padrone non c’è più: cani e gatti nel limbo dell’abbandono

L’emergenza silenziosa denunciata dall’Oipa: ogni mese nuovi casi di animali rimasti soli dopo la morte o il ricovero del proprietario anziano

Silvia Bergamin
Muore l’anziano, restano soli i suoi animali: la nuova emergenza che nessuno vede
Muore l’anziano, restano soli i suoi animali: la nuova emergenza che nessuno vede

Un’emergenza silenziosa si consuma ogni giorno: anziani che muoiono o vengono ricoverati, lasciando i loro animali in un limbo di abbandono. A Padova il fenomeno ha raggiunto dimensioni preoccupanti, con decine di casi segnalati ogni mese.

«C’è una domanda che nessuno vuole fare, perché la risposta è scomoda: chi si occupa degli animali degli anziani quando loro non possono più farlo?», denunciano i volontari di Oipa Padova «la verità è semplice e terribile: non se ne occupa nessuno.

Non i figli, non i parenti, non le amministrazioni». Il problema non sono gli anziani, spesso unico baluardo di umanità verso animali abbandonati.

«Sono persone fragili, spesso sole, male informate, spesso senza mezzi», spiegano «hanno fatto quello che potevano: dare da mangiare. Quello che non hanno potuto fare – sterilizzare, organizzare, prevenire – avrebbe dovuto farlo qualcun altro».

Particolarmente grave la situazione dei familiari che, alla morte del parente, si disinteressano degli animali.

«Le frasi sono sempre le stesse: “Non erano miei”, “Non me ne occupo”, “Tanto io vivo altrove”. È una forma di analfabetismo etico», osservano i volontari. Le amministrazioni non fanno meglio. «Dovrebbero prevenire, informare, intervenire.

Avere protocolli chiari per gli animali degli anziani ricoverati o deceduti», sottolineano «invece, troppo spesso, non c’è nulla: nessun piano, nessuna rete, nessuna responsabilità». Il risultato è che il peso ricade interamente sui volontari, già sovraccarichi.

«È un paradosso crudele, chi ha coscienza paga anche per chi non ce l’ha», concludono «ma una cosa deve essere chiara: qualcuno dovrà rispondere. Perché non è accettabile che gli animali vengano trattati come oggetti senza valore». 

 

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