Giardia, un nemico ostico da battere: serve una strategia per sconfiggerla

Se trascurato, questo parassita può provocare problemi digestivi cronici e arrivare a debilitare seriamente l’animale

Simonetta Zanetti
Un cagnolino dal veterinario
Un cagnolino dal veterinario

La Giardia non è un parassita intestinale come quelli visibili a occhio nudo che ci vengono in mente appena sentiamo parlare di questo argomento, ma un protozoo unicellulare che si insedia nell’intestino tenue di cani e gatti (e talvolta dell’uomo). Nonostante le dimensioni microscopiche, questo parassita può causare problemi digestivi cronici e, se trascurato, debilitare seriamente l’animale. La sua resistenza nell’ambiente lo rende un nemico ostico da sconfiggere senza una strategia precisa.

Il ciclo vitale della Giardia ruota attorno a due forme: il “trofozoite” (che vive nell’intestino) e la “cisti” (la forma infettiva espulsa con le feci). Il contagio è di tipo oro-fecale (ingerendo le cisti). L’acqua contaminata è la via più frequente: pozzanghere, sottovasi o ciotole d’acqua stagnante possono ospitare cisti vitali per mesi.

Il cane o il gatto inoltre possono ingerire le cisti leccandosi le zampe o il pelo dopo aver calpestato terreni contaminati o dopo il contatto con un altro animale infetto. Canili, gattili e parchi giochi sono zone ad alto rischio a causa dell’alta densità di animali.

Il pericolo

Importante sapere che la Giardia è considerata una potenziale zoonosi. Sebbene i ceppi che colpiscono gli animali siano spesso diversi da quelli umani, l’igiene scrupolosa è d’obbligo, specialmente in presenza di bambini o persone immunodepresse.

Molti animali sono portatori sani: ospitano il parassita senza mostrare segni clinici, ma continuano a eliminare cisti nell’ambiente.

Quando la sintomatologia si manifesta, i segnali più comuni sono diarrea intermittente o cronica: le feci appaiono spesso molli, maleodoranti, di colore chiaro (grigiastro o giallastro) e talvolta con un aspetto “untuoso” o mucoso con possibili striature di sangue. Si può avere un aumento dei gas intestinali e rumori addominali udibili. Il parassita danneggia i villi intestinali, impedendo il corretto assorbimento dei nutrienti, crea danni soprattutto negli animali in fase di svezzamento, danneggiando la parete dell’intestino anche in maniera cronica se non si interviene tempestivamente.

Nei casi più gravi o nei cuccioli, l’infiammazione può portare a una generale debolezza.

La diagnosi e la terapia

Se si sospetta la presenza di Giardia, la diagnosi “fai da te” è impossibile. È necessario un esame delle feci specifico (test Elisa o immunocromatografico o un coprologico su feci appena emesse eseguito con colorazioni del vetrino), poiché le cisti non sono visibili a occhio nudo e non vengono espulse a ogni defecazione (spesso serve un campione raccolto in tre giorni diversi).

Il medico veterinario in caso prescriverà una terapia adatta al paziente: evitare i fai da te e gli antibiotici dati a caso spesso elargiti da “esperti” o allevatori che possono fare più danni all’intestino del parassita stesso. L’uso di probiotici e una dieta altamente digeribile aiutano la mucosa intestinale a rigenerarsi.

Durante il trattamento è fondamentale detergere la zona perianale del proprio animale dopo ogni deiezione per evitare il leccamento e quindi la reingestione delle cisti. Queste ultime sono estremamente resistenti al freddo e ai comuni disinfettanti. Per evitare di contaminare in maniera irreversibile il terreno è indispensabile raccogliere subito le feci.

Nei canili o nei gattili la pratica di lavare le gabbie imbrattate utilizzando l’acqua a dispersione è deleteria in caso di presenza di Giardia perché rischia di spargerla ovunque.

Buona pratica è disinfettare periodicamente anche con detergenti non aggressivi ciotole, cucce e stabulari.

Se si hanno più animali in casa e uno risulta positivo, è probabile che il veterinario suggerisca di trattarli tutti contemporaneamente, anche se asintomatici, per interrompere definitivamente il ciclo di contagio crociato. —

 

In collaborazione con l’Ordine dei Medici Veterinari di Padova

 

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