Parco dello Sci in via Sarpi: «Puntiamo a 100 mila sciatori»

PADOVA. «Sì, forse siamo pazzi, ma credo sia questo il metodo migliore per uscire dalla crisi». È una corsa contro il tempo quella che ha intrapreso Federico Contin, l’ideatore del parco sciistico sulle mura cittadine di Padova. Un progetto nato appena tre settimane fa, con l’obiettivo (ormai irraggiungibile) di aprire i battenti l’8 dicembre. L’inaugurazione sarà certamente slittata, ma se la burocrazia dovesse rallentare ancora l’iter, Padova rischierà di dover abbandonare anche questa suggestione. «Non avrebbe senso posticipare tutto a gennaio», spiega Contin. «La gente ha voglia di neve prima delle vacanze di Natale. Quindi, o apriamo entro metà dicembre o non lo faremo mai».
Cosa manca. Il comune, grazie all’impegno dell'assessore al Verde Andrea Micalizzi, ha già dato il suo assenso, ma serve ancora il parere favorevole dell’ufficio agibilità, per permettere di aprire il parco per tutto il periodo invernale. A far preoccupare di più, tuttavia, è il nulla osta della Soprintendenza delle Belle Arti, visto che il parco sorgerà sulle mura cittadine di via Sarpi. Da Venezia, in via ufficiosa, sarebbe già arrivato un “via libera”, ma occorre che siano le carte a parlare e a essere approvate. La Soprintendenza, in questi casi, ha tempo anche 120 giorni prima di esprimersi, ma gli organizzatori di “Sciare a Padova” contano che la risposta arrivi entro la settimana prossima per aver tempo (almeno 4 giorni) di allestire il Parco delle Mura con tutto il necessario.
Il progetto. «Pronto Marco, ho in mente una grande idea». È inizio novembre quando allo studio Archi di Cadoneghe arriva la chiamata di Contin. Da allora l’architetto Marco Canton, 39 anni, ha iniziato a lavorare giorno e notte. «È un progetto tanto impegnativo quanto affascinante, secondo me avrà un grande successo». Dopo un primo sopralluogo al Parco delle Mura, Canton ha preso spunto dagli impianti già allestiti a Milano per disegnare la sua opera: «In tutto l’area si distende su 19.700 metri quadri, ma sulle mura abbiamo potuto stendere soltanto la pista da fondo. Sarà larga due metri e mezzo e lunga trecento. Sulla strada, invece, abbiamo posizionato, sotto la pista da fondo, quella da sci alpino (alta 10 metri, larga altrettanto e lunga 65). Dall’altra parte, invece, si potrà scendere con i gommoni, su un percorso alto 9, lungo 65 e largo 7». Nessun pericolo che le mura vengono rovinate: «Il nostro intento è quello di valorizzare l’area, senza stravolgere nulla ma dando lustro ad uno scorcio di Padova un po’ dimenticato in questo periodo».
I costi. Com’è nata l’idea? «Stavo pensando a qualcosa di originale», attacca Contin. «Mi ero stancato delle solite proposte invernali. Così ho messo in piedi quest’iniziativa. Oltre alle piste ci saranno 4 bar e degli stand natalizi. Vogliamo unire sport, intrattenimento, giovani e famiglie». Il parco sarà aperto tutti i giorni fino a mezzanotte, una risalita costerà un euro o un euro e mezzo, mentre ci si potrà anche abbonare: una sola giornata a 25 euro, tutta la stagione a 120 o 130. I costi di allestimento, però, sono molto onerosi. «Il noleggio delle tre piste costa 78 mila euro più iva. Per questo ci servirebbero 100 mila ingressi soltanto per coprire le spese. Non ci sono fondi comunali, verrà pagato tutto dagli sponsor (dei quali siamo ancora in cerca e speriamo ci vengano incontro) e dagli ingressi. Tuttavia, ci auguriamo che arrivi gente non solo da Padova e provincia, ma da tutto il nord est. Sì, è una scommessa, ma contiamo di vincerla. Crediamo in questo modo di poter dare una mano anche alla ripresa economica. Nel nostro piccolo, tra maestri di sci, parcheggiatori e inservienti, diamo lavoro a circa 120 persone».
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