Il mister: «Ma io non ho rimpianti»

PADOVA. Finisce con Pea che, mentre tutti corrono ad abbracciare Cutolo dopo il gol, tira un calcio ad un pallone in mezzo al campo, in un misto tra stizza e felicità. «Non ho mai giocato in uno stadio vero, volevo vedere cosa si prova», spiega il tecnico, travolto dalle emozioni dell’Euganeo, nonostante il pareggio contro il Novara chiuda con tre giornate d’anticipo il campionato biancoscudato. La salvezza è certa, i playoff impossibili. «Ma non vuol dire che non avremo stimoli», spiega Pea. «Giocheremo le ultime tre partite per onorare gli ideali di questa maglia e provare a raccogliere i punti che questi giocatori meritano. Poi, e lo dico da novembre, i playoff non si disputeranno. Le prime tre hanno un passo diverso dalle altre». Sarà anche per questo che, magari bluffando un po’, Pea non si scompone quando gli vengono riferite le parole di Cestaro, che ha confessato di essersi pentito di aver esonerato il tecnico a dicembre. «Io non ho rimpianti», risponde Pea. «Perché sono felicissimo di essere tornato e di poter lavorare ogni giorno con questi giocatori. Il mio futuro? È la prossima partita, più il là non vedo».
Qualche rimpianto, tuttavia, non può non emergere dopo il rocambolesco pareggio di ieri: «Mi ha fatto perdere dieci anni di vita», sospira il mister. «Questa squadra ha mostrato ancora una volta una spirito encomiabile che ci ha permesso di rimontare. Dopo essere passati in vantaggio ci siamo rilassati, subendo tre gol e sbagliando due rigori. Venivamo da partite in cui avevamo speso tanto fisicamente e mentalmente e nel primo tempo abbiamo provato troppo presto a gestire la partita, subendo tutti i gol su nostre disattenzioni». Nell’intervallo la scelta di cambiare modulo si è rivelata vincente. Cuffa ha sofferto molto da centrale difensivo. Si è pentito di averlo schierato in quel ruolo? «Non avevo alternative. Dobbiamo solo fare i complimenti all’argentino per lo spirito con il quale si è calato nel ruolo. L’ho sostituito all’intervallo solo perché ha accusato un problema fisico. Non credo sia stato il nuovo modulo a farci agguantare il pareggio, ma lo spirito con il quale siamo tornati in campo».
Sorride Pea, anche quando in sala stampa incrocia Francesco Bardi, incubo biancoscudato per le parate incredibili sfoderate in occasione dei due rigori e non solo, e scoperto proprio dal tecnico biancoscudato: «Assieme al ds biancoscudato Ausilio, scelsi di portarlo alla Primavera dell’Inter. Già all’epoca era eccezionale nel respingere i rigori. Sono sicuro che, grazie all’esperienza che sta accumulando, arriverà ad alti livelli».
Stefano Volpe
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