«Basta rivoluzioni e il futuro è nostro»
BRESSEO. «Abbiamo quest’ultima partita, faremo di tutto per giocarla al meglio».
Elia Legati è il veterano biancoscudato chiamato a stilare il bilancio della stagione.
«Con la Ternana magari non sarà un match agonisticamente importante, visto che loro hanno fatto un ottimo campionato e sono già salvi, ma è giusto finire bene la stagione con la mentalità delle ultime gare».
Qual è il bilancio personale di questo campionato?
«Il risultato del singolo è legato ai risultati della squadra, con qualche punto in più avremmo potuto lottare per un obiettivo più nobile e probabilmente anche il mio voto si sarebbe alzato. Però personalmente sono contento, ho trovato continuità giocando nel mio ruolo abituale e in uno nuovo, quello di esterno, che mi è piaciuto e nel quale me la sono cavata».
Il risultato complessivo, invece?
«Un vero peccato, perché la squadra aveva le possibilità di fare qualcosa in più. per vari motivi, purtroppo, così non è accaduto».
Per esempio?
«Abbiamo avuto un mese e mezzo di blackout che ci è costato caro. Fino ad allora avevamo costruito un campionato equilibrato, senza filotti vincenti ma nemmeno serie negative. Avevamo una posizione di classifica abbastanza stabile, che ci siamo giocati con quelle cinque sconfitte: abbiamo provato mille volte a spiegarcelo, ma i motivi non li abbiamo capiti nemmeno noi».
Da cosa, invece, potrebbe ripartire il Padova della prossima stagione?
«Credo che in rosa ci sia una base di giocatori molto buona. E penso che in un campionato come questo le rivoluzioni estive non paghino. Quest’anno le tre squadre che hanno dominato il campionato avevano praticamente le stesse rose dell’anno scorso, è un dato di fatto importante da tener d’occhio: non sarò certo io a decidere, ma spero che si segua quest’esempio».
Allenatore compreso?
«Immaginavo che me l’avreste chiesto, ma è un quesito che non spetta a me. Al momento non sappiamo nemmeno chi saranno i prossimi presidente e direttore sportivo: vediamo cosa porterà l’estate».
Possiamo star certi, in ogni caso, che nel prossimo Padova ci sarà ancora Legati?
«Direi di sì, ho un altro anno di contratto e mi piacerebbe prolungare con i colori biancoscudati. Se mi venisse chiesto, lo firmerei anche a cifre inferiori, come ha fatto Trevisan l’estate scorsa».
A questo proposito, che pensa del salary cap che la Lega di B vorrebbe imporre alle società?
«Personalmente credo che qualche correttivo sia doveroso, siamo consapevoli del momento economico del calcio e una riduzione degli ingaggi sarebbe giusta. Credo tuttavia che, se venisse introdotto così com’è stato proposto, porterebbe ancor più mediocrità in questo campionato: se il tetto fosse di 150 mila euro potrebbe capitare che un giocatore di prima fascia in Serie B guadagni meno di un Primavera dell’Inter. La formula proposta va rivista, ma l’idea di fondo è legittima».
Verso Terni. Stamattina alle 10 all’Euganeo appuntamento con la rifinitura, che coinciderà con l’ultimo allenamento della stagione.
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