Via al solito tam tam Foscarini resterà? «Devo valutare»

Il tecnico si troverà con la società per decidere il futuro «Veniamo da due tornei strani, la squadra merita un 6»
BARON CITTADELLA-ASCOLI STADIO TOMBOLATO
BARON CITTADELLA-ASCOLI STADIO TOMBOLATO

CITTADELLA. Una liberazione per tutti. Per mister Claudio Foscarini, per il presidente Andrea Gabrielli e ovviamente per i tifosi. Il Cittadella resta in serie B e l’anno prossimo giocherà per il sesto anno consecutivo tra i cadetti: «È stata una liberazione», commenta l’allenatore Claudio Foscarini. «Pensavo in settimana che meritavamo la salvezza per il campionato fatto, ma allo stesso riflettevo che ci meritavamo di soffrire fino alla fine. Anche contro l’Ascoli siamo stati bravissimi a complicarci la vita da soli. Anche in 11 contro 10».

Qualcuno sotto Natale aveva sognato traguardi diversi, ma la salvezza a Cittadella rimane un grande obiettivo.

«Ho perso 10 anni di vita. La salvezza per il Citta è sempre stata una priorità, anche se a metà stagione si guardava alla parte sinistra della classifica. Nel girone di ritorno siamo riusciti a complicarci le cose tra gli errori nostri e quelli degli arbitri. Il secondo tempo contro i marchigiani è stato il fac simile della nostra stagione».

Cosa non è andato da metà stagione in poi?

«Non si può trovare la giustificazione, per questo calo di 4-5 mesi, nella brillantezza fisica. Credo che una certa riflessione adesso vada fatta. Con la società cercheremo di capire perché in questi due anni abbiamo disputato due campionati molto simili. Di solite le mie squadre chiudevano il campionato con un girone di ritorno in crescendo. Negli ultimi due anni il ritorno è stato peggiore dell’andata».

All’ultima dell’anno ha stupito tutti con scelte anche strane. Come Andrea Pierobon titolare tra i pali al posto di Alex Cordaz. Come mai?

«Ho trovato giusto fare qualche cambiamento. Non sono scelte comportamentali, ma tattiche. La decisione di inserire Pierobon può essere sembrata bizzarra, ma non credo sia così. Fosse per Pierobon, giocherebbe altri 10 anni».

È una salvezza che potrebbe chiudere un ciclo?

«Ci penso ogni anno. Poi faccio le mie solite riflessioni e penso di andare avanti. Che ci sia Foscarini o meno, certe valutazioni con la società bisognerà farle. Veniamo da due campionati un po’ strani, particolari. Bisognerà valutare cosa non sia andato nella seconda parte di stagione, soprattutto per un problema, a mio avviso, mentale».

Che voto dà al Cittadella? «Un 6. Se nel girone d’andata avevamo meritato un 7 e in qualche occasione anche 8, credo che il nostro ritorno sia da 5. La differenza, anche nei gol fatti e subiti, tra i due giorni è stata evidente».

Qualcuno ha deluso?

«Tanti giocatori dai quali ci aspettavamo una crescita hanno deluso e di questo bisognerà tenere conto nella formazione del Cittadella futuro».

Rimane comunque una salvezza sofferta, che il Cittadella inserirà di diritto tra le più belle della sua storia.

«Ogni salvezza per me è la più sofferta e la più importante. In questo momento questa è più importante anche di quella ottenuta contro il Rimini. Ma più passa il tempo e più ho ogni anno questo tipo di sensazione».

Cosa pensa dei verdetti? «Quelli che sono arrivati siano giusti. Arrivederci al prossimo anno, se ci sarà un prossimo anno».

E ora spazio alla solita telenovela: Foscarini va o resta?

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