Pierobon come il vino buono «Avevo tutto da perdere ma sono felice per il mio Citta»

CITTADELLA. Claudio Foscarini come Edmondo De Amicis. Quello che ha deciso di scrivere sabato il tecnico di Riese Pio X è qualcosa di molto simile al libro “Cuore”. Solo l’intuizione di un allenatore che a Cittadella ha segnato con il suo “marchio” di successo gli ultimi otto anni di storia e solo l’intelligenza di chi fa della Pnl (Programmazione Neurolinguistica) una scuola potevano costruire un romanzo che ha visto protagonista a sorpresa, per l’ultima, decisiva partita, Andrea Pierobon. Il portierone, 44 anni il prossimo 19 luglio, da cittadellese doc è stato il simbolo della salvezza ottenuta dal suo Cittadella. «Non me l’aspettavo», confessa candidamente il “Piero”, «avevo tutto da perdere. Sia io che il mister ci siamo presi una grossa responsabilità. Non fosse andata bene, ci sarebbe stato certamente qualcosa da ridire, invece mi sono tolto un’altra soddisfazione della mia carriera. Sono felicissimo per tutta Cittadella che mi vuole bene, per il presidente, per il direttore, per l’allenatore e per i ragazzi, che hanno passato momenti brutti. Ad un certo punto avevamo iniziato a pensare male tutti quanti, perché non riuscivamo a venirne fuori. Sono stati bravi tutti a non mollare e a superare le difficoltà. Il gruppo si è meritato questa salvezza».
Bandiera vera, osannato da tifosi e compagni, Pierobon si è confermato un grande uomo dentro e fuori dal campo. «A fine partita ho dedicato la vittoria a tanta gente e in particolare ad Alex Cordaz. Sono dispiaciuto che contro l’Ascoli non abbia giocato. Ha sempre trainato il gruppo, ci ha sempre messo la faccia e questa vittoria è anche merito suo. Anche se in campo non c’era, ha dato il suo contributo incitando me e la squadra. Ha sempre dato tanto e a fine partita era il più felice di tutti».
La scelta di Foscarini ha colto di sorpresa anche il vecio: «Il mister mi ha preso in disparte e mi ha detto che ci aveva pensato e che aveva piacere giocassi io. Ho risposto alla chiamata da professionista, garantendo l’impegno massimo. Ho fatto presente a Foscarini che anch’io potevo sbagliare e che non era detto che con Pierobon in campo ci saremmo salvati. È stata una bella responsabilità per tutti. Sono contento sia andata bene, soprattutto per il presidente. Nell’ultimo periodo ho visto un Andrea Gabrielli particolarmente teso. A fine partita è venuto ad abbracciarmi e anche per lui è stata una liberazione».
Sabato sera Andrea ha festeggiato la permanenza tra i cadetti con i tifosi al Ristobar “Al Bivio”, gestito dalla moglie. «Sono giunto tardi, visto che ho dovuto fare anche l’antidoping. Quando sono arrivato, ho trovato tanta gente ad aspettarmi, in particolare quelli del club “I love Citta”. Abbiamo brindato e mangiato qualcosa assieme. C’era anche l’amministratore delegato Mauro Michelini».
Ieri il portierone granata è andato a vedere il figlio Filippo giocare e segnare con i Pulcini 2004 al torneo di Zero Branco. Di futuro per ora non si parla. «Mi voglio godere questa salvezza. Sono arrivato a fine stagione molto stanco e provato pure io. La notte scorsa non ho mai dormito per l’adrenalina. Ho bisogno di staccare la spina e riflettere. Qualche settimana fa avrei magari annunciato che potevo anche smettere, dopo sabato, invece, le cose possono essere cambiate. Ho dimostrato di esserci ancora».
Il gruppo? «Spetta alla società valutare. Di certo la prossima serie B sarà durissima, e quindi bisognerà cambiare qualcosa. Ci si aspettava magari di più da parte di qualcuno, ma non spetta a me dirlo. Su Foscarini penso si sia già espresso il presidente. Anche il mister si prenderà la sua pausa di riflessione».
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