Materasso Tahiti la Nigeria passeggia
La Spagna c’è, la Nigeria anche. Ma è chiaro che nel girone B la battaglia alle spalle dei campioni del mondo e d’Europa vivrà l’appuntamento più importante nella notte italiana tra giovedì e venerdì, quando gli africani sfideranno l’Uruguay, prima vittima delle Furie rosse.
Materasso. La presenza di Tahiti è l’anello debole di questo torneo, complici le congiunzioni astrali che hanno portato gli “isolani” a conquistare la Coppa delle nazioni oceaniche, là dove di solito sguazzavano Australia e Nuova Zelanda. Un trionfo con un solo professionista in squadra e così non è un caso se ieri sera la Nigeria, nonostante il jet lag, l’arrivo praticamente all’ultimo minuto e le polemiche sull’annunciato sciopero legato ai premi partita (ora rientrato), ha letteralmente polverizzato le ambizioni di Tahiti.
La partita. È finita dopo dieci minuti di orologio. Gli oceanici sono imbarazzanti, sia sotto il profilo dell’impatto fisico, sia del punto di vista tattico. Così al primo tiro (rimpallato) dalla distanza di Echiejile, Tahiti capitola (al 5’) e cinque minuti dopo subisce il raddoppio, firmato da Oduamadi. E il varesino non si ferma: al 26’ schiaffa nella rete il 3-0 e buonanotte al foclore. Finisce 6-1 con tanto di rete della bandiera (regalato) di Tehau che poi si emoziona e va in autogol prima della tripletta di Oduamadi e della doppietta di Echiejile. La vecchia Gialappa’s avrebbe fatto degli speciali su questa partita.
Il futuro. Insomma, nessuna sorpresa da Belo Horizonte, come era successo quasi 24 ore prima nel match inaugurale del girone B, a Recife, dove la Spagna ha disinnescato la mina vagante Uruguay nel giro di mezz’ora, 32 minuti per la precisione, quando Soldado ha realizzato il 2-0 su assist di Fabregas, il bis dopo il gol di Pedro al 20’. Il tutto mentre i campioni di Sudamerica faticavano a reagire, nonostante il potenziale offensivo (ma Cavani è stato di una pochezza imbarazzante) e le individualità sulla mediana, dall’ex bolognese Ramirez, all’interista napoletano Gargano, a disposizione del ct Tabarez. «Dovevamo segnare qualche rete in più», ha sentenziato alla fine il collega spagnolo, Del Bosque, evidentemente poco soddisfatto dal finale, dalla rete di Suarez che all’87’ ha ridotto il divario nel punteggio tra Spagna e Uruguay. Poca cosa: le Furie rosse sono già in palla.
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