Lo sport piange Evans: un prof, una leggenda

Bentivogli aveva 60 anni: ha portato a Padova il korfball ed è il fondatore della società Evansalus

PADOVA. Evans era già una leggenda. Uno dei professori più amati dell’Itg Belzoni, padre del korfball italiano ma anche presidentissimo, allenatore e giocatore (nonostante i 60 anni) dell’Evansalus Club Padova, società che portava proprio il suo nome. Ma Evans era, soprattutto, uno Sportivo. La S maiuscola non è a caso e non è nemmeno retorica: Evans Bentivogli, mancato ieri mattina all’età di 60 anni, era l’esempio calzante di uomo vissuto per lo sport e nello sport. A portarlo via è stato un tumore al pancreas, combattuto fino all’ultimo con la stessa tenacia che Evans aveva messo in mille battaglie sul parquet. Solo una settimana fa, mentre era ricoverato, aveva scritto al figlio Leonardo: «Non preoccuparti che non mollo e presto sarò a casa». Evans e tutte le generazioni di sportivi cresciute con lui ci hanno creduto fino in fondo e ora lo piangono come si piange un amico, un compagno, un allenatore. Evans, 60 anni compiuti lo scorso 20 settembre, si era diplomato all’Isef di Urbino nel 1975. Sposato con Monica Valentini e padre di Leonardo, giocatore della Virtus Padova, insegnava all’Itg Belzoni dal 1976. La pensione era ormai vicina.

Era tra i professori più amati, tanto da avere dedicata anche una pagina Facebook dal titolo “Allievi ed ex allievi del prof. Evans Bentivogli”. Il docente era diplomato pure in fisiochinesiterapia. Nel 1989 aveva fondato la sua creatura, l’Evansalus Club Padova. La sua società ha fatto la storia del korfball in Italia e in Europa. Il korfball è una disciplina simile al basket, dove però ai giocatori è consentito un solo palleggio, con un canestro fissato all’estremità di un palo e aperta sia a maschi che a femmine. Il suo Evansalus ha vintro tre titoli italiani (2007, 2009 e 2011) e ha partecipato a due edizioni di Europa Cup (la Champions League del korfball): nessuna squadra italiana ha mai raggiunto tali vette. Negli anni ha firmato molte altre iniziative: l’Asd Patavium 2003, per esempio, ha come colori sociali il giallo e il nero proprio per omaggiare Evans che aveva creduto nella nascita di questa società.

«Evans ci ha sempre insegnato cosa voglia dire divertirsi con lo sport e quanto è bello vivere» lo ricorda Massimo Caiolo della Virtus Padova «Era una persona fuori dall’ordinario e lo si vedeva anche nella determinazione che metteva ogni volta che scendeva in campo, nonostante età e acciacchi». Il saluto a Bentivogli, che non sarà una celebrazione religiosa, è stato fissato per venerdì alle 14.30 nella palestra comunale di via Lucca in zona Sacra Famiglia. La camera ardente (la sala mortuaria di via Cornaro) rimarrà aperta ad amici e familiari fino a venerdì alle 11.

 

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