Addio Santo: la maratona cambia tutto

PADOVA. La maratona Sant’Antonio è morta, dalle sue ceneri nasce la maratona Città di Padova. Ma non è solo il nome a cambiare: addio al vecchio percorso con partenza da Campodarsego e arrivo in Prato della Valle a Padova. E addio anche alla mezza maratona che, con partenza da Camposampiero e arrivo sempre in Prato, ripercorreva l’ultimo cammino di frate Antonio, quello che il Santo ha compiuto per andare a morire all’Arcella, quartiere alle porte della città.
Nata nel 2000 in occasione del giubileo, la maratona Sant’Antonio muore nell’anno di un altro giubileo, quello del 2016. Il prossimo 17 aprile gli appassionati della classica distanza di 42 chilometri e 195 metri non si ritroveranno più a Campodarsego, bensì allo stadio Euganeo, dove è previsto lo start. Il percorso, che sarà annunciato giovedì, si snoderà attraverso le strade di Ponterotto e Montà, per poi vedere coinvolto il comune di Selvazzano, prima di prendere decisamente la via delle terme, verso Abano e Montegrotto. Da qui il serpentone dei maratoneti sarà indirizzato verso la strada che porta a Padova. Gli atleti concluderanno la loro fatica nella storica Prato della Valle. Dovrebbe saltare il passaggio nelle piazze, ovvero nel cuore della città vecchia, che restava forse il momento più suggestivo del vecchio tracciato. Non dovrebbe saltare, invece, la mezza maratona, anche se il vecchio percorso Camposampiero-Padova aveva un senso religioso-storico, con quel cammino del Santo che aveva indubbiamente un appeal, soprattutto per gli atleti stranieri. La novità non è stata proprio apprezzata da tutti i sindaci che hanno ospitato la maratona padovana. Comprensibile peraltro la decisione di Assindustria Sport, organizzatrice dell’evento, che sta cercando di rivitalizzare un evento che in questi ultimi anni ha perso gran parte della sua capacità penetrativa, soffrendo di una fortissima concorrenza di maratone più celebrate, come quella di Venezia, storicamente la più amata del Veneto, e quella di Verona, che proprio domenica scorsa ha fatto numeri da capogiro.
Ora il netto cambiamento di rotta, con l’addio all’Alta Padovana e il passaggio ad abbracciare le Terme euganee. Resta da chiarire quanti danni all’immagine porterà la rinuncia al nome di Antonio, universalmente il Santo più amato di tutti. È indubbio che, specie per chi in questi anni è venuto da altri Paesi, immaginare di correre lì dove è morto frate Antonio, ha avuto un notevole fascino.
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