«Doping, corrotti i vertici della Iaaf»

Atletica. Durissimo rapporto Wada: estorsione ai russi per insabbiare le positività

MONACO DI BAVIERA. Come recita un detto, "il pesce puzza dalla testa". La Iaaf, la Federazione internazionale di atletica, esce con le ossa rotte dalla seconda parte del rapporto stilato dalla Commissione indipendente della Wada. Se nello scorso novembre era stata la Russia a finire sul banco degli imputati per il doping di Stato che ha portato alla sospensione della sua Federazione di atletica, oratocca alla Iaaf finire sotto accusa. E sono accuse pesanti. In ballo l'era di Lamine Diack, successore di Primo Nebiolo e alla guida della Federazione internazionale dal '99 al 2015, quando ha passato il testimone a Sebastian Coe. L'ex dirigente senegalese è da alcuni mesi nel mirino delle autorità francesi per corruzione e riciclaggio, sospettato di aver intascato delle bustarelle per nascondere alcuni casi di doping legati all'atletica russa. E il rapporto diffuso a Monaco verte proprio sulla sua figura. Secondo ilrapporto della commissione, non si tratta di "poche mele marce isolate" e Diack è ritenuto il "responsabile di un sistema di corruzione e associazione a delinquere" in seno alla stessa Federazione. L'ex presidente si era circondato di persone, fra cui alcuni familiari (un figlio è ricercato), che agivano "come una struttura governativa illegittima" e al di fuori della stessa Iaaf, con l'esperto dirigente senegalese perfettamente a conoscenza delle loro estorsioni di denaro ai danni degli atleti russi per insabbiare le loro positività. La corruzione, dunque, era "parte integrante della Iaaf", il cui sistema di governance emerge come "inadatto a prevenire la corruzione con sistemi di controllo inefficaci". Per la commissione Wada, inoltre, molti membri della Iaaf erano a conoscenza di questo giro di corruzione e concussione e il dito viene puntato contro il Consiglio che "non poteva non essere a conoscenza" di quanto stava accadendo. la Federazione internazionale "ha permesso che tutto questo accadesse e deve assumersi le proprie responsabilità. Continuare a negare renderà solo più difficile fare dei progressi».Dal rapporto shock della Wada esce indenne Sebastian Coe, che nell'agosto scorso è subentrato a Diack.

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