È D’Antoni il coach dell’anno in Nba
«Devo molto ai miei anni a Milano e Treviso, sono tornato in America più maturo»

NEW YORK (Usa). Un vecchio e caro amico della pallacanestro italiana (e trevigiana in particolare) è diventato l’allenatore più bravo della Nba. Mike D’Antoni l’altra notte è stato insignito per la seconda volta, dopo il 2005 con Phoenix, del Coach of the Year Award, altrimenti denominato Red Auerbach Trophy, un vero e proprio Oscar delle panchine nel campionato professionistico Usa. Da notare che Mike ha centrato il "double": la settimana prima aveva vinto il Michael Goldberg Award, destinato al coach che più di altri ha fatto migliorare la propria squadra, nel suo caso per aver portato gli Houston Rockets, sempre con il suo gioco a mille all'ora e caratterizzato dalle triple, al terzo posto in stagione regolare, in particolare con il fenomenale James Harden. Nel suo discorso di ringraziamento, sul palco a New York, dopo essersi alzato e aver baciato la moglie Laurel, l’ex Arsenio Lupin ha ringraziato un po’ tutti, ma non si è dimenticato della sua lunga parentesi italiana, a Milano nelle due vesti e, naturalmente, Treviso. «Non avrei mai pensato di essere a New York e ricevere il premio dato dai giornalisti sportivi... Questo è un premio di squadra ed è merito di tanta gente: Laurel, mio figlio Michael, mio padre Lewis, che ha 103 anni e mi sta guardando in tv. Ma anche i miei anni italiani: per me è stata un’esperienza fondamentale, arrivai dopo un paio di delusioni in Nba, mi ha reso più maturo facendomi crescere come un uomo. A Milano ho incontrato mia moglie, mio figlio è nato a Treviso. E da giocatore ho avuto un grande allenatore come Dan Peterson. Quel periodo insomma mi ha preparato, sono potuto diventare quello che ero quando sono tornato in America. Non finirò mai di ringraziare l'Italia, oltre naturalmente i Rockets, che hanno la miglior organizzazione della Lega, ed i giocatori. Sono orgoglioso di far parte di questo gruppo».
Il titolo di Mvp è andato a Russell Westbrook (Oklahoma), il primo dopo 55 anni, cioè da Oscar Robertson, a finire in tripla doppia. Miglior rookie è Malcolm Brogdon, mentre Draymond Green, campione con i Warriors, è stato nominato difensore dell’anno: ha ritirato il premio in ciabatte.
Silvano Focarelli
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