Bindi: «Ecco perché diremo sì allo sciopero E quanto a Gravina...»
Il portiere del Padova rappresenterà i compagni lunedì all’assemblea dell’Aic a Milano. Il 26 e 27 partite a rischio

EDEL-FOTOPIRAN-PADOVA-BINDI CALCIO PADOVA
PADOVA. Lo scontro tra Lega Pro e Aic è totale. Da un lato l’organismo che organizza il campionato di Serie C, dall’altro il sindacato dei calciatori: pietra dello scandalo le nuove normative introdotte in vista dell’imminente inizio del torneo, dalla riduzione a 14 dei giocatori “
over
” concessi ad ogni club, ai ripescaggi “onerosi”, fino allo slittamento dei termini per il pagamento degli stipendi. Dopo la minaccia, sempre più concreta, che i calciatori incrocino le braccia sabato 26 e domenica 27 agosto, facendo “saltare” il primo turno, ieri è arrivata la ferma risposta del presidente della Lega Pro, Gabriele Gravina, rimasto sulle sue posizioni pur provando a chiedere l’apertura di un dialogo: «La Lega Pro si è incamminata in un ben delineato percorso di innovazione e cambiamento e può vantarsi di aver raggiunto alcuni importanti risultati sul piano della gestione sportiva e dell’immagine», ha scritto Gravina. «Lo stato di agitazione proclamato e la rinuncia alla partecipazione in Consiglio Federale, lungi dal portare benefici all’Aic, indebolisce tutti coloro che, come la Lega Pro, cercano di portare avanti una logica di sistema senza fare un discorso di esclusiva tutela dei propri interessi». Siamo ormai al muro contro muro, e lo sciopero dei giocatori può diventare realtà lunedì, in occasione dell’assemblea dell’Aic convocata a Milano.
«Una decisione giusta, il Padova voterà a favore», le parole di Giacomo Bindi, chiamato a rappresentare i propri compagni in quella sede. «Il movimento ha intrapreso questa agitazione per far sì che venga ascoltata anche la nostra volontà, visto che siamo i principali attori di questo sport. Dai ripescaggi che non favoriscono le società retrocesse, nonostante siano sempre state virtuose, alla diminuzione degli “
over
” nelle rose, alle scadenze per i pagamenti spostate sempre più in avanti nel tempo: sono aspetti che creano problemi a tutto il sistema, per questo vogliamo fermare il campionato».
Qual è, tra tutte queste, la battaglia che vi sta più a cuore?
«La cosa che più ci preoccupa è che queste regole vengano stravolte ogni anno, a campionato ormai imminente. Chiediamo l’introduzione di un sistema normativo che possa essere sfruttato per un triennio o un quinquennio, così che le società possano programmare il futuro. La riduzione a 14 “
over
” non è di per sé un problema insormontabile, ma non possiamo accettare che magari, tra un anno, si scenda ancora senza alcun preavviso: è per questo che i giocatori di alcune squadre più piccole, in cui gli “
over
” sono molti di meno, voteranno comunque a favore». Gravina ieri ha confermato a Tommasi, con una lettera, la propria posizione. «Solo ora che Damiano (Tommasi, presidente dell’Aic,
ndr
) ha apertamente detto qual è la volontà dei giocatori, una cosa che inizialmente non viene quasi considerata, Gravina sostiene la necessità di venirsi incontro. Il problema è che nell’ultima assemblea proprio Gravina non ha minimamente considerato le proposte dell’Aic: incontri costruttivi non ci sono mai stati, e credo che alla fine aderiranno tutte le squadre».
E per il Padova, che alla terza osserverà il turno di riposo, sarebbe un ulteriore problema.
«Personalmente credo di no, l’unica cosa che ne risentirebbe è la nostra voglia di metterci in mostra e di iniziare questo campionato».
Il giudizio su Bisoli?
«Molto positivo, mi piacciono le persone che parlano chiaro. Bisoli sin dal primo giorno di ritiro ci ha detto che è venuto qui per vincere. Ce lo ripete tutti i giorni, e questo suo atteggiamento mi piace assai».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova
Leggi anche
Video








