Simioni, il padovano che esordisce in A/1 «E pensare che volevo solo giocare a calcio»

CANTÙ (Como). Aveva lasciato la Serie A/1 tre anni fa dopo aver esordito a soli 17 anni nell’ottobre 2015.
Alessandro Simioni la ritrova oggi in occasione della prima partita di campionato tra Happy Casa Brindisi e Acqua San Bernardo Cantù (diretta ore 20.30 su Eurosport Player). Prima di approdare la scorsa estate a Cantù, Simioni ha fatto esperienza in A/2, negli ultimi due anni a Imola e Trieste.
due metri e 6 cm
Centro di 206 centimetri, nato nel 1998 ad Abano Terme, ha sempre vissuto a Cittadella prima di spostarsi a Pesaro, dove ha proseguito il suo percorso giovanile. Ma la sua non è la storia del classico predestinato. Anzi, Simioni non aveva mai giocato a pallacanestro da piccolo. Preferiva il calcio: era il centravanti del Pozzetto. Fino a quando Ivano Ziero, il suo insegnante di educazione fisica alle scuole medie Pierobon, gli dice che avrebbe dovuto giocare a basket.
«Me lo ricordo ancora», racconta Simioni, «ero in prima media ed eravamo in aula Magna. Mi mise una mano sulla spalla e disse: “Tu domani giochi a basket”. Avevo sempre fatto calcio fin da quando ero all’asilo: iniziai come portiere, ma mi piaceva di più andare all’attacco. Ivano Ziero, che all’epoca era dirigente al Basket Cittadella, intravide in me qualche potenzialità. In effetti ero un ragazzino, ma ero già alto 183 centimetri. Quell’anno disputai metà stagione da calciatore e l’altra metà da cestista».
Poi, arrivò la chiamata della Vuelle Pesaro. Si vedeva già che aveva talento...
RAGAZZINO A PESARO
«Ero piccolo, non spettava a me decidere, ma i miei genitori capirono l’importanza di trasferirmi a Pesaro. Mia mamma Sara avrebbe preferito che restassi a Cittadella, ma poi si convinse. Nonostante i 300 chilometri di distanza, mio papà Graziano faceva di tutto per seguirmi, ma era abituato a viaggiare facendo il rappresentante farmaceutico. I miei fratelli minori Francesco e Lodovico, che ora hanno 18 e 13 anni, hanno optato per il calcio».
Dopo due anni a Pesaro, Simioni si riavvicina a casa entrando a far parte della Reyer Venezia. Proprio tra le file orogranata debutta nella massima serie e si aggiudica lo scudetto Under 18 nel 2016. Nello stesso anno è protagonista in Turchia con la Nazionale di categoria, mettendosi al collo una medaglia di bronzo agli Europei. L’anno successivo bissa ai Mondiali Under 19 in Egitto con un’altra medaglia che stavolta luccica d’argento. Anche nel 2018 veste l’azzurro per gli Europei Under 20, dove l’Italia viene estromessa ai quarti di finale.
MEDAGLIE AZZURRE
«La Nazionale maggiore? È il sogno di tutti. Finora ho avuto la fortuna di andare ad Europei e Mondiali giovanili e portare a casa due medaglie. È qualcosa che conserverò dentro per sempre, come le persone che hanno vissuto insieme a me queste esperienze». Cantù è il presente, ma anche un ritorno al passato, non solo per la Serie A/1, ma anche perché la squadra lombarda eliminò la sua Reyer alle Finali Nazionali Under 20. «Sono il terzo giocatore di Cittadella che ha l’onore di militare in una società così blasonata. Prima di me ci furono Beppe Bosa e Renzo Tombolato. Bosa è stato una bandiera di Cantù negli anni ’80 e ’90. Qui, se lo ricordano bene. Ho tempo per seguire le sue orme ma meglio far presto!». —
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








