Abano a Piacenza nella tana dei Lupi

PIACENZA. Lo stadio è il “Garilli”, e la squadra avversaria, che l’anno scorso si chiamava Lupa Piacenza, non è altro che il vecchio e derelitto Piacenza Calcio 1919, affossato dalle retrocessioni e...
EDEL .RADUNO THERMAL CALCIO ABANO.l' allenatore Bisioli Vinicio
EDEL .RADUNO THERMAL CALCIO ABANO.l' allenatore Bisioli Vinicio

PIACENZA. Lo stadio è il “Garilli”, e la squadra avversaria, che l’anno scorso si chiamava Lupa Piacenza, non è altro che il vecchio e derelitto Piacenza Calcio 1919, affossato dalle retrocessioni e dal fallimento prima della promozione in serie D. Ed è l’Abano, oggi pomeriggio, a presentarsi al cospetto dei Lupi per la “prima” casalinga della ex gloriosa società piacentina. Due neopromosse l’una di fronte all’altra, ma attenzione a pensare ad una gara-salvezza: il Piacenza vuole tornare grande, ed è una delle corazzate del girone D. I neroverdi, invece, con la loro freschezza e la manovra collaudata di De Mozzi possono diventare la mina vagante del raggruppamento tosco-emiliano. Dopo aver fermato sul 3-3 il quotato Romagna Centro, l’Abano ci riprova: «Ma stavolta ci vuole più attenzione», ammette De Mozzi. «Dobbiamo migliorare nell’approccio alla partita. Siamo capaci di fare tre gol a tutti, ma anche di regalare un po’ troppo: io preferisco un 3-3 ad uno 0-0, e per questo non userò mai una tattica difensivista. Oggi sarà la stessa musica: ci giocheremo la partita a viso aperto, non di certo remissivi». E poco importa che di fronte ci sia una corazzata, con giocatori come il “pro” Francesco Volpe, sceso fino in Eccellenza per riportare in alto il “Piace”, all’ex attaccante del Pordenone, Paolo Zanardo: «Sono una delle tre favorite per la vittoria finale, lo prendiamo come un ulteriore esame di crescita. L’unica incognita è l’ambiente: i miei ragazzi l’anno scorso giocavano sul campo di Due Carrare, oggi saranno al “Garilli” di Piacenza, e non ci sarà l’esperienza di Antonioli, che ha vissuto i grandi stadi, ad aiutarli. Magari ci sarà un po’ di timore, ma spero che alla fine si divertano». (fra.co.)

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