Antonio Cassano gioca... a basket

CAERANO SAN MARCO. Un catenaccio d’altri tempi: è terminato così, contro ogni aspettativa, il blitz di Antonio Cassano nella Marca. Il genio ribelle del pallone tricolore (e una volta azzurro), croce e delizia degli allenatori, nonché testimonial della Diadora, ieri pomeriggio ha dribblato ogni domanda sul calcio durante il meeting nella sede dell’azienda di calzature e abbigliamento sportivo, a Caerano San Marco dove ha tenuto a battesimo una nuovo modello. Cassano, abile qual è, ha evitato quasiasi domanda scomoda. O forse non avrebbe nemmeno potuto rispondervi, visto che gli era stato messo in marcatura a uomo un ligio e solerte dirigente dell’Inter, attentissimo a far da filtro. Che ci fosse puzza di bruciato lo si è capito poco prima dell’appuntamento, fissato per le 16 ma slittato di mezz’ora. Subito dopo infatti è arrivata la prima incredibile richiesta: vietate le domande su Stramaccioni. Poi gli organizzatori hanno osato di più: vietato parlare di Inter. Quindi niente domande sulla sua stagione in nerazzurro, sul suo futuro, o sul presunto arrivo di mister Mazzarri a Milano. Fino a scoprire che el pibe de Bari non parlerà affatto di calcio (Nazionale compresa), e nemmeno di un tema sociale come gli insulti razzisti a Balotelli e le successive polemiche. Che parlare quindi con Fantantonio? «Qual è il mio sport preferito?», ha esordito lui prendendo tutti in contrpiede, come di solito fa sulla fascia, «Il basket Nba. Spero che a vincere il titolo sia San Antonio. E poi amo il tennis, che pratico volentieri: mi piacciono molto Roger Federer e Serena Williams». Cassano si dice - udite, udite - colpito dallo spettacolo delle Bmx, andato in scena poco prima, nel parcheggio esterno della Diadora, e al quale l’attaccante 31enne ha assistito in disparte. Unica parentesi “calcistica” l’infortunio patito alla mano: «Ora che è operata va meglio, prevedo un recupero di 20-30 giorni». Da evitare comunque anche il capitolo... donne (disse di averne avute 600-700), perché prontamente fa vedere la fede al dito e ricorda di essere sposato con la pallanuotista Carolina Marcialis e di avere due figli, Christopher e Lionel. L’unica domanda con una parvenza calcistica a cui risponde riguarda il difensore padovano Daniele Gastaldello, prodotto delle giovanili del Montebelluna e compagno di squadra di Cassano quando il pugliese era ancora alla Sampdoria. «È un amico», ha affermato, «meriterebbe una squadra più importante, detto con tutto il rispetto per la Samp». Per il resto più nulla, almeno di pallone e alla prossima cassanata.
Alberto Zamprogno
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