Auto d'epoca, un’Abarth A112 conquista i Colli Euganei

PADOVA. È stata una grande festa, iniziata alle 9.30 del mattino e conclusa a sera inoltrata: la Treponti-Castelnuovo, la gara automobilistica di regolarità classica si è svolta ieri con partenza da Bresseo attraverso tutti i Colli Euganei, per finire in piazza dei Frutti a Padova. A vincere l’ottava rievocazione storica, valida come terza tappa del campionato italiano Csai, è stata la A112 Abarth di Armando Fontana/Scarabelli (171 penalità), seguita da Maurizio Aiolfi su A112 Abarth (196), Giuliano Canè/Lucia Galliani su Lancia Aprilia (233), Guido Barcella/Guidotti su A112 Abarth (239), Andrea Belometti/Passi su Fiat Balilla (240). Fra i padovani, ventesimo Boscolo di Este e trentasettesimi i fratelli Alberto e Giuseppe Scapolo.
Soddisfatti gli organizzatori, l’associazione Padova Autostoriche in collaborazione con il Circolo Patavino Autostoriche e l’Aci.
«La gara si è svolta secondo le previsioni» fanno sapere dal quartier generale, «è stata molto competitiva, una sfida molto dura perché c’è stato sempre da correre».
Cinquantotto le prove cronometrate concatenate per un totale di 280 chilometri del nuovo percorso, due giri e molti saliscendi con sorpresa: le prove sono state molto difficili e tecniche per via dei traguardi piazzati in salita, in discesa o dietro ai tornanti. «Non si vedevano», spiegano gli organizzatori. «e pertanto non era facile stare all’interno dei tempi imposti. Volevamo rendere la gara più difficile anche per i piloti e i navigatori più esperti, e pare proprio che ci siamo riusciti». Il bel tempo ha fatto il resto (sulla gara ha piovuto solo sabato, durante le verifiche tecniche) e i Colli, con la loro invasione pacifica di appassionati della gita domenicale fuori porta, hanno contribuito ad aumentare le difficoltà tecniche delle prove. Non che sia dispiaciuto, anzi: i commenti dei partecipanti sono stati entusiasti, eccezion fatta per Marcello Saporetti (e il suo navigatore Blandino), a cui si è rotto il cambio della Porsche 356B, che rientrerà a Brescia trasportata da qualcun altro.
«Bella gara», la descrive Canè, terzo. «Le prove speciali sono state più impegnative per il navigatore che per il pilota, perché le numerose strade periferiche imponevano che non ci fossero errori. A livello tecnico, le prove e i vari passaggi hanno sicuramente favorito le auto piccole e con guida a sinistra: le differenze si vedranno nella classifica». Per Canè, vincitore di una decina di edizioni della Mille Miglia, quella di ieri era una gara-allenamento: correrà su Bugatti la prossima edizione della gara automobilistica più bella del mondo, insieme a Klaus Peter Reichle, emiro del Quatar e proprietario della vettura. «L’ospitalità è stata ottima – conclude Canè – e anche la gara nel suo insieme: è difficile trovare così tante prove e anche abbastanza lunghe. Bravi i commissari distribuiti in tutte le tappe, perché spesso le auto provenienti dal senso opposto davano problemi all’arrivo dei traguardi».
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