Cittadella, addio sogni: Brescia lo spegne 2-1

Primo tempo da incubo, eurogol di Crespi e rigore di Lamesta: granata al tappeto e in caduta libera. Inutile la zampata finale di Bunino

Diego Zilio
La delusione del Cittadella a fine partita
La delusione del Cittadella a fine partita

Ciao ciao secondo posto. Il Cittadella saluta al Rigamonti di Brescia le residue possibilità di risalire verso la piazza d’onore, ora lontana 7 lunghezze a tre giornate dal termine.

Anzi, in un colpo solo scivola al quinto posto e rischia di precipitare al sesto se il Trento, che ha pure da recuperare la gara con l’Inter, oggi batterà l’Alcione, mentre pure il Lecco si allontana dopo il successo sul Vicenza.

Ma, al di là del 2-1 che ha mandato tutti a casa, è la prestazione del primo tempo a lasciare quantomeno perplessi.

Perché la reazione granata c’è stata, sfociata nel gol di Bunino in pieno recupero, ma dopo una frazione iniziale tutt’altro che esaltante, in cui il Citta è parso lento e prevedibile al cospetto di una squadra quadrata come poche e più aggressiva in mezzo al campo.

La cronaca

La prima occasione è in realtà del Citta, col cross di Crialese da sinistra, l’uscita sbagliata di Gori e D'Alessio che tenta un pallonetto troppo timido.

Ma la svolta arriva poco dopo, con l’eurogol di Crespi, che stoppa dai trenta metri, salta Salvi e fa partire un sinistro violento che si insacca all’incrocio.

La replica non c’è, anzi, è il mobile e imprevedibile Marras che entra in area e mette un bel pallone in mezzo per Balestrero, con Maniero chiamato al grande intervento d’istinto. Poi il raddoppio: cross di Mallamo da destra e trattenuta di Redolfi su Crespi, che sicuramente c’è, ma come se ne vedono spesso in una gara e senza che siano sanzionate. Stavolta però i due sono troppo isolati dagli altri perché l’intervento non venga notato e l’arbitro non ha dubbi nell’indicare il dischetto.

Iori fa appello all’Fvs ma Castellone non cambia idea e Lamesta fulmina Maniero, che pure aveva intuito la direzione della sfera. E si va così in spogliatoio col meritato 2-0 dei padroni di casa.

Si riparte con Ghezzi subito in campo per Salvi e il Citta ridisegnato dal 3-5-2 al 4-4-2, con Anastasia spostato a fare l’ala sinistra. È proprio dai piedi di Ghezzi che nasce l’azione più insidiosa dei granata, con un suo cross per la capocciata di Falcinelli su cui Gori si distende a mano aperta.

Poi è Corini a reclamare il rigore per un contrasto tra D’Alessio e Mallamo, ma fa tutto il centrocampista lombardo, che viene ammonito per simulazione. Quindi la doppia traversa: quella di Crespi, di testa, imbeccato da Rizzo, e quella di Rabbi lanciato in contropiede a campo aperto da Falcinelli, con l’attaccante che si divora il gol che avrebbe potuto riaprire la partita. Maniero lascia in dieci uomini i suoi, facendosi espellere per una manata al volto di Cazzadori, che l’aveva provocato per rallentare la ripresa del gioco.

Espulsione eccessiva? Forse, ma certo evitabile anche questa. E così in porta finisce addirittura D’Alessio, avendo Iori esaurito i cambi. Tutto finito? Quasi, perché il Citta ha un ultimo sussulto e in mischia da corner, al terzo minuto di recupero, accorcia con Bunino. Ma era ormai troppo tardi.

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