Edoardo Motta, dal torneo di Abano a eroe in Coppa con la Lazio: «Talento naturale per i rigori»

Il portiere della Lazio, decisivo nella semifinale contro l’Atalanta, nel 2018 aveva partecipato con la Juve al torneo giovanile della città termale. Gli organizzatori: «Si vedeva che aveva qualcosa in più»

Federico Franchin
Motta con la Juve U14 al Torneo Internazionale di Calcio Giovanile Città di Abano Terme
Motta con la Juve U14 al Torneo Internazionale di Calcio Giovanile Città di Abano Terme

Ci sono partite che non si limitano a decidere un risultato, ma raccontano un percorso. Quella di mercoledì sera contro l’Atalanta, semifinale di Coppa Italia, è stata la notte di Edoardo Motta. Il portiere della Lazio è stato decisivo nella lotteria dei rigori, neutralizzando quattro conclusioni dagli undici metri e trascinando i biancocelesti in semifinale con una prestazione storica. Una serata da protagonista assoluto, fatta di freddezza, esplosività e lettura perfetta dei momenti decisivi. Parate che hanno cambiato l’inerzia della sfida e che hanno confermato la crescita di un estremo difensore ormai sempre più centrale nel progetto biancoceleste.

Motta mentre fronteggia un rigore in Juve-Napoli al torneo di Abano
Motta mentre fronteggia un rigore in Juve-Napoli al torneo di Abano

Eppure, per chi lo aveva già visto da ragazzino, quella sicurezza non sorprende. Bisogna tornare al 2018, al Torneo Internazionale di Calcio Giovanile Città di Abano Terme, categoria Under 14, dove Motta difendeva i pali della Juventus giovanile. Già allora il suo nome circolava tra addetti ai lavori e osservatori: riflessi pronti, grande personalità e una particolare attitudine nei calci di rigore. In quell’occasione, infatti, aveva già mostrato qualità fuori dal comune, riuscendo a distinguersi in più di una situazione dagli undici metri e dando l’impressione di un ragazzo già “adulto” tra i pali.

Gli organizzatori del torneo, Gianni Meggiolaro e Giulia Bertan, oggi non nascondono l’emozione nel rivedere quel nome ai massimi livelli: «Si vedeva chiaramente che Edoardo aveva qualcosa in più, una calma impressionante per la sua età e una capacità naturale di leggere i rigori. Era un predestinato». E ancora: «Per noi è una grande soddisfazione, perché quel torneo nasce proprio per far emergere talenti veri, e Motta è uno di quelli che ha confermato tutto ciò che si intravedeva».

Dal campo di Abano Terme fino ai riflettori della Serie A, il percorso di Edoardo Motta racconta la traiettoria di un talento che ha saputo trasformare le promesse in realtà. La notte contro l’Atalanta non è un punto d’arrivo, ma l’ennesima conferma di una carriera che sembra appena iniziata. Talenti come Motta giustificano da soli l’organizzazione di un torneo che quest’anno giunge alla 32ª edizione e che ha visto forgiarsi numerosi talenti poi giunti sulla platea del calcio mondiale», concludono.

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