Calcio Padova, Bitonci: «Sette giorni e chiedo il fallimento»

PADOVA. Una settimana di tempo. Giorno più o giorno meno. Ma non molto di più. Questo l’ultimatum lanciato dall’amministrazione comunale di Padova nei confronti del Calcio Padova 1910. In poche parole: o si trova un accordo credibile e immediato per la restituzione del debito che la società calcistica ha contratto nei confronti di Palazzo Moroni (il che comporta restituzione anche di nome e logo), oppure sarà lo stesso Comune ad inoltrare istanza di fallimento nei confronti del club di Penocchio.
Il sindaco Bitonci, infatti, sembra essere piuttosto preoccupato dell’immobilismo venutosi a creare nei primi due mesi dell’anno. Dopo la richiesta di concordato avanzata dai legali del Padova lo scorso dicembre e la rinuncia allo stesso concordato ufficializzata a febbraio, dopo che il legale Mattia Grassani e la società vicentina di brokeraggio Nipa avevano ritirato le proprie istanze di fallimento, non si è più mossa una foglia. O almeno non ci sono stati i passi avanti che i creditori auspicavano. Il piano di ristrutturazione dei debiti ancora non è stato presentato: un ritardo dovuto a qualche intoppo, a serie difficoltà o ad una strategia ben precisa? Non è escluso che gli avvocati del Calcio Padova vogliano ritardare il più possibile il corso degli eventi per provare ad arrivare alla prescrizione.
Bitonci all’attacco. Eventualità che Massimo Bitonci vuole assolutamente scongiurare e per questo il primo cittadino ha confermato il suo intento di dichiarare istanza di fallimento se le cose non dovessero cambiare: «Fino a martedì avevamo queste intenzioni, visto che non si era più fatto sentire nessuno«, ha spiegato. «Dopo l’uscita degli articoli (sul mattino di Padova, ndr)in tal senso, siamo stati contattati dai legali della società, che ci hanno detto che si poteva trovare una soluzione. La stiamo aspettando, anche perché in un primo momento avevamo accettato l’ipotesi transativa che prevedeva da parte nostra l’acquisto del titolo sportivo come parziale compensazione di un debito che, ricordiamo, si aggira sui 300mila euro». A muoversi, così come filtra, sono stati i legali della Unicomm, a conferma che il gruppo di Marcello Cestaro è ancora coinvolto in prima linea per evitare il fallimento. Ma dopo tante parole al vento, a cominciare dalla scorsa estate, Bitonci è fiducioso che possa essere raggiunto un accordo? «Fino a un certo punto», nicchia il sindaco. «È passato quasi un anno dalla mancata iscrizione e noi vogliamo ottenere, tra le altre cose, quello che tanti tifosi ci chiedono: ovvero il nome Calcio Padova 1910. L’importo è molto alto e sono soldi dei padovani, che vanno restituiti. Noi a luglio in poche settimane ci abbiamo messo una pezza e siamo felici che questa pezza si sia rivelata una realtà importante».
Serie B? Tra le beffe che i tifosi biancoscudati hanno dovuto subire c’è anche quella che, in caso di iscrizione in Lega Pro, il Padova sarebbe stato molto probabilmente ripescato in serie B al posto del Vicenza. Ecco perché lo stesso Bitonci, aspettando la promozione in Lega Pro della Biancoscudati Padova, lancia qualcosa che sta nel mezzo tra una provocazione e un annuncio: «Io butto lì questa ipotesi, perché non sperare in un ripescaggio in B?», sorride il sindaco. «Sappiamo che nel panorama calcistico ci sono molte società in difficoltà economiche pesanti, tanto quanto il vecchio Padova. L’auspicio è che queste società risolvano le loro posizioni, ma se non dovesse essere, potrebbe anche prospettarsi un doppio salto per una società sana e ben gestita come la Biancoscudati Padova».
Penocchio tace. E intanto, com’è ormai sua consuetudine da quasi un anno, Diego Penocchio continua a stare lontano da Padova e con la bocca cucita. Nonostante quanto stia emergendo nelle ultime ore, con la posizione dei vertici societari del vecchio Calcio Padova che a livello giudiziario sembra farsi piuttosto pesante. Da una parte c’è il prestito richiesto al Credito Sportivo che potrebbe rivelarsi l’ago della bilancia in ottica fallimento. Dall’altra, quanto filtra dalla Procura, che sarebbe pronta a contestare il reato di evasione fiscale, per oltre un milione di euro, al Calcio Padova, nei 12 mesi successivi al passaggio di proprietà del 2013. Penocchio, al riguardo, continua a non esporsi: «Non ho nessuna dichiarazione da fare, non dico niente», le sue uniche parole, anche ieri.
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